martedì 30 dicembre 2008

Ghirlanda alle arance per il nuovo anno

ghirlanda alle arance

Solitamente le ghirlande sono formate dall'intreccio di rami, foglie, frutti e fiori ... questa "ghirlanda", invece, con licenza poetica, prende spunto dalla forma per essere messaggera di buoni auspici per il nuovo anno : la perfezione della forma circolare trova nel profumo delle arance le note per esprimere l'augurio per un nuovo inizio ...
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Ingredienti
5 uova, 300 g di zucchero, 300 g di farina, 150 ml di olio d'oliva extravergine, 150 ml di succo d'arancia freddo, 1 pizzico di sale, 1 bustina di lievito per dolci, lamelle di arancia candita sciroppata
Montare a neve i bianchi d'uovo, quindi montare per una decina di minuti i rossi con un pizzico di sale e lo zucchero, aggiungere l'acqua e l'olio e mescolare ancora con la planetaria, ed infine aggiungere anche la farina e solo per ultimo anche il lievito. A questo punto aggiungere delicatamente i bianchi montati a neve, mescolando con una spatola dall'alto verso il basso, senza smontare il composto.Versare 2/3 dell'impasto in uno stampo imburrato ed infarinato: appoggiare le lamelle sottili di arancia candita su tutta la superficie, versare il rimanente impasto e far cuocere in forno caldo a 170-180° per circa 40-50 minuti. (versione normale
qui)
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scorze d'arancia candite sciroppate
Ingredienti per 3 vasi da 250 gr
8 arance non trattate
600 gr di zucchero
acqua
Le arance adatte alla preparazione devono essere di media grandezza, con una scorza non eccessivamente spessa.
Iniziare lavando e asciugando le arance. Tagliare via le due estremità, e dividere in quattro parti il frutto ed eliminare i 2/3 della polpa.
Ritagliare la scorza a listarelle di un cm circa, posizionarle in una casseruola, copritele con acqua e portatele a ebollizione. Sgocciolare e ripetere l’operazione per tre volte rinnovando sempre l’acqua.
Lasciare le scorze così precotte in acqua fredda per tutta la notte, cambiando più volte l’acqua.
Il giorno seguente assaggiare la polpa per constatare, prima di proseguire con la canditura, che l’amaro della scorza sia gradevole e non eccessivo. Se il sapore fosse ancora troppo amaro occorre ripetere l’ammollo in acqua fredda. Se la polpa risulta pronta, versare un litro d’acqua in una casseruola alta e capiente e aggiungere lo zucchero e le scorze. Mescolare, mettere sul fuoco e portare a ebollizione, mescolando ogni tanto.
Proseguire la cottura fino a che il liquido di cottura raggiunga una consistenza sciropposa (un ora circa). Togliere dal fuoco, riporre in vasi di vetro puliti (scaldati in forno a 100°) mettere il coperchio e capovolgere per sterilizzare 5 minuti.
Si possono servire anche con la piccola pasticceria, si tagliano, si passano nello zucchero semolato e si lasciano asciugare su una gratella.
Auguri d'amore ...
Paris at night
Trois allumettes, une à une allumées dans la nuit
La première pour voir ton visage tout entier
La seconde pour voir tes yeux
La dernière pour voir ta bouche
et l'obscurité toute entière pour me rappeler tout cela
en te serrant dans mes bras.
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
Il primo per vedere tutto il tuo viso
Il secondo per vedere i tuoi occhi
L'ultimo per vedere la tua bocca
E tutto il buio per ricordarmi queste cose
Mentre ti stringo fra le braccia.

lunedì 22 dicembre 2008

Candidi auguri


L'avevano detto: è arrivato il freddo! Nebbia da manuale, brina e lastre di ghiaccio :-( ... così aumenta il desiderio di rintanarsi in casa o nella cucina, per creare, comporre e realizzare i menù concordati e studiati in questi giorni.
Frenetiche liste da spuntare: regali, scadenze, acquisti ... tutti gli impegni devono essere assolti con dovuta attenzione.
Un augurio sincero per un candido Natale, dai sentimenti essenziali e leggeri, e soprattutto luminosi! Vi auguro di dedicare il giusto tempo per riflettere e rigenerare il corpo e la mente.L'anno nuovo, come ogni nuova avventura sarà a tratti complicato, a tratti magico, ma generosamente sorprendente come ogni quaderno dalle pagine bianche ... tutto da scrivere di nostro pugno. Vi auguro di buttate alle spalle i tanti momenti difficili dell'anno vecchio, dalle lacrime e alle cicatrici, e fissare nell'anima i preziosi momenti di gioia.
Le feste natalizie portano con sé dolci sontuosi, e invece io vi dedico un ricordo dolce ...
Quando ero piccola, se si andava in campagna d'inverno, di fronte un manto immacolato di neve la mamma mi proponeva un bicchiere di neve e zucchero. I cristalli di zucchero uniti ai leggeri fiocchi di neve, il profumo del succo di limone appena spremuto ... non ricordo di aver assaggiato mai più una "granita" più buona :-)))


fiocchi di neve delle langhe, zucchero e limone

giovedì 18 dicembre 2008

Prêt-à-porter : autunno-inverno 2008

... i cocchini ...

... ovvero biscotti, super veloci e buoni al cocco! E pensare che una volta non mi piaceva il cocco!?! Sarò stata rapita dal cocco fresco della spiaggia, o dal mistero dell'apertura di un guscio così ruvido e resistente, ... ma dal cuore tenerissimo, fatto sta che un bel dì, non ho più discriminato la noce di cocco!
Il cocco abbinato alla meringa e al cioccolato è un vero sogno (ve ne avevo parlato qui) e ho scoperto questa ricetta di biscottini da Sweetcook padrona di casa di Deliziando. Eccovi le dosi ...
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Cocchini
100 gr zucchero
1 uovo
90 gr cocco grattugiato
20 gr farina
Mescolare con un cucchiaio di legno l'uovo e lo zucchero, ed aggiungere cocco e farina. Mescolare un minuto, tempo di amalgamare il tutto, e formare le palline. Mettere su teglia con carta forno e far cuocere a 200 10-15 minuti (dipende dalla grandezza) toglierli appena sono belli dorati, senza farli scurire troppo!
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p.s. per la versione gluten free consultate Il ricettario di Anna :-)
e per la colonna sonora : Judy Garland con Have Yourself A Merry Little Christmas

mercoledì 17 dicembre 2008

Biscotti: linea autunno-inverno 2008

cuoricino ... con nasino all'insù
Con dicembre ho fatto una ricognizione dei blog che amo frequentare, e ho spizzicato qua e là le ricette da sperimentare, preferendo quelle per cui avevo a disposizione degli ingredienti nella dispensa. Primo esperimento, rigorosamente al profumo di spezie ... fonte autorevole la bravissima Alex di Cuoche dell'Altro Mondo. Risultato ottimi biscotti, morbidi e aromatici, facili da decorare. L'unica cosa è che non so come pronunciare il nome della ricetta ... per cui per evitare di storpiarne il suono, sono stati chiamati familiarmente biscotti di Alex :-P
Mi sono armata di stampini a forma di cuore, albero di Natale e omino di Pan di Zenzero (formina recuperata in un meraviglioso negozio di casalinghi di Bath in the U.K.), e glassa allo zucchero già pronta (per velocizzare ...) ed ecco per comodità la ricetta e i miei esperimenti:
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Ingredienti:
350 gr di miele (di acacia)
100 gr di zucchero (dark muskovado)
100 gr di burro
1 uovo
1 cucchiaino di cacao in polvere
1 bustina di spezie per panpepato (oppure 15 gr tra cannella, coriandolo in polvere, cardamomo in polvere, noce moscata, chiodi di garofano in polvere, scorza di limone e arancia essiccata - oppure macinate un mix delle vostre spezie preferite)
500 gr di farina
10 g di bicarbonato di sodio
3 cucchiai di latte
Preparazione:
1. Scaldare il miele, lo zucchero e burro in una scodella metallica a bagnomaria finché lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Far raffreddare leggermente.
2. Aggiungere l'uovo, il cacao e le spezie, amalgamare bene e aggiungere infine la farina setacciata alla massa mielosa.
3. Sciogliere il bicarbonato di sodio nel latte e aggiungerlo all'impasto. Impastare il tutto fino ad ottenere un impasto liscio.
4. Comprire l'impasto e farlo riposare a temperatura ambiente per 24 ore.
5. Il giorno dopo stendere l'impasto (ca. 5 mm di spessore) su un piano infarinato. Tagliare i biscotti con le formine e non dimenticare di praticare un foro se si vogliono appendere.Disporre i biscotti con una certa distanza su una placca rivestita di carta da forno e cuocere nel forno preriscaldato a 180°C per circa 10-15 minuti.

Citazione cinematografica : omino pan di zenzero di Shrek, tra bottoni gommosi e l' uomo focaccina, ...

p.s. vado a litigare con il modulo commenti ... non mi ha salvato le risposte ai vostri messaggi :-(

martedì 16 dicembre 2008

Éclairs al cioccolato

gusci

Noooo, non sono sparita nella neve ... (anche se abbonda ...) come al solito più ci si avvicina al 25 più i ritmi accelerano, senza contare i disagi del maltempo :-P Come concludere il menù delle feste, se non in dolcezza?
La ricetta era in arretrato tra quelle dei dolcini per l'Afternoon Tea, la recuperiamo e la proponiamo per Natale perché golosa, nonché semplice. Basta farcire i gusci di pâte à choux di panna montata aromatizzata con zucchero profumato alla vaniglia (posizionando nel barattolo dello zucchero a velo i bastoncini di vaniglia). E' un'alternativa veloce alla crema chantilly: ovvero crema pasticcera alla vaniglia e panna montata.
Come firma finale un tuffo nel cioccolato fuso. Il cioccolato crea una sottile lamina croccante giusto contrappunto al cuore di panna.
Ingredienti
150 gr di farina
100 gr di burro
4 uova
250 ml di acqua
200 ml di panna +
4 cucchiai di zucchero
100 gr di cioccolato fondente
Portare a ebollizione l'acqua e il burro. Aggiungere in una volta la farina. Togliere dal fuoco. Fare raffreddare il tegame o sostituirlo. Incorporare le uova una alla volta. Con il sac à poche dividere l'impasto sulla teglia. Cuocere a 180° in forno ventilato.
Quando i gusci sono freddi farcire con la panna zuccherata (montare la panna con i 4 cucchiai di zucchero profumato alla vaniglia, o aggiungendo i semini di mezza bacca).
Fondere il cioccolato a bagnomaria, a fuoco lento. Lasciare intiepidire. Immergere velocemente, coprendo la superficie del guscio con il cioccolato fuso. Servire freschi di frigo adagiati nei pirottini da pasticceria.


éclairs al cioccolato

Il conto alla rovescia per Natale è iniziato ... creiamo la giusta atmosfera con un po' di musica, qualcosa di allegro e brioso : All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey.


E con questa ricetta concludiamo il menù per le feste, e iniziamo la settimana della dolcezza, una carrellata di dolcini adatti sia per un dono, sia a un caffè per gli auguri natalizi :-)

domenica 14 dicembre 2008

Tournedos Rossini con rösti di patate

tournedos Rossini con rösti di patate
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In occasione delle feste un signor secondo piatto, ricetta classica francese, che porta il nome del grande compositore Gioachino Rossini, amante della buona cucina e sempre alla ricerca della materia prima migliore. Nato a Pesaro, soggiornò a Parigi, e grazie anche all'amicizia con grandi chef francesi, ideò ricette che potessero abbinare i suoi ingredienti preferiti.
La ricetta può essere declinata secondo le regole dell'alta cucina, ma si può anche realizzare in versione semplificata.
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Approfittiamo dell'Ouverture de "Il barbiere di Siviglia" per essere appropriatamente ispirati ...
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Ingredienti per 4 persone
4 fette di filetto (di 1,5 -2 cm di spessore)
pan carré
paté di fegato
tartufo nero
burro
Madeira
farina, sale & pepe
4 patate
olio
Grattugiare le patate, raccoglierle in una terrina e sciacquare abbondantemente per eliminare l'amido in eccesso. Asciugarle bene con carta da cucina. Condirle con sale e pepe. Preparare delle schiacciatine, ungerle d'olio evo e dorarle in un tegame antiaderente. Terminare la cottura 10 minuti in forno caldo a 180°.
Ritagliare il pan carré, eliminando la crosta, e ricavando la stessa forma della carne. Scaldare in un tegame una noce di burro, dorare le fette di pan carré con del burro e tenerle in caldo (si possono mettere in forno vicino ai rösti). Infarinare i filetti di carne (la farina addenserà la salsa), e rosolateli a fuoco vivo da ambo le parti. Al termine della cottura condire con sale e pepe macinato al momento . Nel piatto da portata posizionare le fette di pane, appoggiare su ciascuna un filetto, una fetta di paté di fegato e completare con le fettine di tartufo. Nella tegame di cottura aggiungete a fuoco vivo mezzo bicchiere di Madeira, lasciare evaporare sino ad addensamento della salsa. Aggiustare di sale e pepe e completare il piatto di portata.
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Non avendo a disposizione il Madeira, abbiamo effettuato una sostituzione con il Porto, altrettanto adatto all'abbinamento con il fegato.
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"Non conosco una occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L'appetito è per lo stomaco quello che l'amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”. Rossini

sabato 13 dicembre 2008

Tajarin all'uovo burro e salvia

tajarin all'uovo
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Siamo di diritto in piena cucina tradizionale piemontese, un piatto irrinunciabile che ha il sapore delle ricette della mamma. Se avete tempo vi racconto una storiella.

Mi sembra di vedere i miei occhietti che arrivavano appena all'asse da impastare: la fontana di farina, le uova delle galline sgusciate una a una, il sale, il giro d'olio. E poi la forchetta che guidata dalla mano sapiente inizia il cuore dell'impasto. Poco alla volta gli ingredienti diventano pasta, con il lavoro delle braccia, ritmato e vigoroso. Il coltello che pulisce la superficie, il ripiano è di nuovo tutto ordinato. Nel frattempo la sfera di pasta bella gialla, deve riposare mezz'oretta protetta all'interno del "grilet", con un piatto fondo che serve da coperchio. Dalla scatola di cartone rosso, un po' consumato, esce l'Imperia, "macchinario meccanico" con il suo fermo e la sua manovella di legno chiaro. Ben fissata all'asse con il piccolo morsetto (interessantissimo, perché posizionato sotto il piano del tavolo, era esattamente alla mia altezza e ne potevo apprezzare tutti i particolari) inizia il lavoro per preparare la sfoglia.

L'impasto è di nuovo in mano, una nevicata di farina, pochi gesti, il taglio delle porzioni di pasta. Un pugno di farina sull'angolo all'occorrenza. Clac, la rotella che misura lo spessore parte generosa. Clac, siamo di ritorno per passare l'impasto e portarlo a uno stadio intermedio. Clac, adesso è sottile al punto giusto, lieve come un foglio di carta, trasparente e luminoso.

Sul ripiano gli ultimi gesti, per allungare, tagliare e riposare. Via, via tutti i fogli ben ordinati, per asciugare almeno un pochino.

Si aggancia l'accessorio per tagliare, spartane tagliatelle-lasagne o delicati e sottili tagliolini? Tajarin!!! La rotella simile a un rigo musicale, taglia e regala matasse di biondi tajarin. Qualche piccolo ritaglio scappa indisciplinato e cade a terra (pronta scopa e paletta, per evitare guai).

Sull'asse arriva la semola, per aiutare a districare le matasse e permettere l'asciugatura della pasta. Le dita passano e ripassano, per gentili movimenti. La pentola è sul fuoco, un pizzico di sale, in un attimo sale il bollore. La pasta fresca in un attimo è cotta pronta ad accogliere il condimento.

Signori e signori sua maestà il tajarin, profumato dal burro fresco gentilmente fuso con tenere foglie di salvia appena colte. Pepe appena macinato e a piacere un grattata di tartufo.

tajarin burro e salvia

Gli ingredienti per la pasta fresca sono: 600 gr di farina, 4 uova intere, 2 tuorli e un poco d'acqua all'occorrenza, sale e un goccio d'olio.


venerdì 12 dicembre 2008

Carpaccio di vitello con citronette e tartufo nero

carpaccio di vitello con citronette e tartufo nero

Come avevo già detto, io adoro la carne cruda all'albese, soprattutto se battuta al coltello, ma la presentazione del carpaccio è molto più pratica e elegante, adatta al periodo delle feste. Abbinata a fettine di tartufo nero (quando è regalato è ancora più buono ... :-P) diventa raffinatissima, come una tavolozza di profumi da assaporare lentamente. Per accompagnare, pane fragrante o grissini croccanti, in un bel cestino di pani assortiti.
La ricetta è talmente veloce che non affatica neanche chi ha il compito di preparare.

Carpaccio di vitello con citronette e tartufo nero
Ingredienti per 4 persone
300 gr di fettine per carpaccio
succo di 1/2 limone
un pizzico di sale marino
un pizzico di pepe nero
olio evo in q.tà uguale al succo di limone
tartufo nero
In una ciotola unire il succo di limone (utilizzare un limone con una bella scorza profumata, leggermente verde) con il sale, il pepe e l'olio evo. Utilizzare una piccola frusta per montare la citronette. Lavorarla sino ad ottenere una salsa legata.
Sistemare nei piatti la monoporzione, condire con due cucchiai di citronette, e completare con il tartufo nero. Attenzione: il condimento deve essere aggiunto solo al momento del servizio, per conservare il colore rosato della carne.

giovedì 11 dicembre 2008

Qualche idea per le feste


" Stè cume en puciu"

E' un detto in piemontese che mi piace: si adatta a esprimere la sensazione di tepore che, familiari e amici, ricreano nell'intimità della casa in questo periodo dell'anno. La neve ti costringe a rallentare, il freddo ti impone di stare in casa accanto al camino, si rende confortevole la casa, ci si dispone ad accogliere e a donare.
Ritornando al parallelo con il nostro umile frutto: il puciu (a volerlo tradurre in italiano si può pronunciare la parola nespolo).
Perché si dice stare come un "puciu"? I pomi venivano raccolti e conservati nella paglia. Nel confortevole giaciglio, protetti, coccolati, continuavano la maturazione, si trasformano ... cambiando colore e sapore.
Il sapore non è succulento come sanno essere i doni dell'estate, ma è discreto, acidulo, quasi incomprensibile. Ha una bellezza misteriosa, con il colore della ruggine, e ha il gusto di un'angolo dimenticato di memoria, di gente di boschi e di campagna.
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Augurando a tutti voi di condire con la giusta dose di affetto l'ultimo scampolo del 2008, sfrondando qualche obbligo e ricercando il piacere di stare insieme ... passiamo dalla poesia alla concreta realtà di un piccolo menù delle feste :-)
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Da domani su questi schermi!

martedì 9 dicembre 2008

Sacher & foglioline colorate

Sachertorte
Se si visita Vienna, non si può non incappare nel dolce viennese più famoso ovvero la torta Sacher, una buonissima torta al cioccolato con golosa farcitura di confettura di albicocche! E pensare che da piccola ritenevo l'accoppiata troppo "strana", da grande non ho potuto che innamorarmene ad ogni occasione, versione home made o di pasticceria.
Per offrirvene una fetta non resta che darvi la ricetta tratta dal ricettario del Kitchenaid.
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Ingredienti
130 gr cioccolato fondente
130 gr di burro
100 gr di zucchero a velo setacciato
6 uova
75 gr di zucchero
130 gr di farina
1 vasetto di confettura di albicocche
per la glassa:
100 gr di cioccolato fondente
50 gr di burro
50 gr di zucchero a velo setacciato
2 cucchiai di acqua bollente
foglioline di zucchero colorate
Preriscaldare il forno a 180°. Sciogliere burro e cioccolato a bagnomaria, lasciare raffreddare leggermente e incorporare lo zucchero a velo e i tuorli.
Montare gli albumi a neve con i 75 gr di zucchero.
In una ciotola mettere il composto di cioccolato e uova, unire gli albumi poco alla volta, e in fine la farina.
Usare uno stampo da 23 cm di diametro imburrato e infarinato. Cuocere per 45-50 minuti.
Sfornare e far raffreddare su una gratella. Dopo qualche ora, tagliare la torta a metà e farcire con la confettura (scaldare in un pentolino, per ammorbidire).
Preparare in fine la glassa sciogliendo il burro e il cioccolato, e unendo lo zucchero a velo ammorbidito con l'acqua. lasciar riposare 5 minuti, sbattere bene e decorare la torta.
Lasciar cadere sulla superficie foglioline di zucchero colorato :-)
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Si narra che si possa accompagnare con una bella tazza fumante di té o caffè ...
Le ricette classiche si rispolverano sempre volentieri durante le feste, un'occasione per condividere e poi basta un tocco spiritoso per far brillare gli occhi di luce nuova :-)

lunedì 8 dicembre 2008

Zuppa di ceci, il pane di Alex e di Comida

zuppa di ceci con pagnotta rustica

Avevo appuntato mentalmente il pane di Alex al peperoncino, poi sono passata a trovare Comida e ho deciso di seguire i suoi consigli per realizzare una pagnotta rustica soddisfacente senza troppa fatica ... urgeva l'esperimento anche nella cucina del giardino :-) e il fine settimana è stato quello giusto! at Home

pane al peperoncino e no knead bread

E siccome non di solo pane vive l'uomo, una bella zuppa calda, un piatto unico ideale per l'inverno, profumatissimo grazie all'ingrediente segreto ... non sono ricette difficili, occorre solo il giusto tempo.
Il giorno prima preparate l'impasto super rapido della pagnotta rustica (perché necessita di 18-24 ore di prima lievitazione) e mettere in ammollo i ceci.
Al mattino si riprende l'impasto del pane no knead bread, si prepara il pane al peperoncino e si inizia la zuppa. Per le ricette del pane ho seguito le ricette di Alex (ho solo sostituito il sesamo nero con il sesamo bianco, ma volendo lo stesso l'effetto cromatico ho messo i semini di papavero) e di Dandoliva utilizzando la farina di mais per l'ultima lievitazione.
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Zuppa di ceci
500 gr di ceci secchi (lasciati in ammollo 12 ore)
2 carote a cubetti
2 coste di sedano a cubetti
1 porro o 1 cipolla a cubetti
100 gr di pancetta in una sola fetta
400 gr di salsiccia di Bra
600 gr di pelati
2 foglie di alloro
un pizzico di peperoncino
un trito di prezzemolo
olio evo
sale
ingrediente segreto :-) *
In un tegame caldo grigliare i cubetti di pancetta e di salsiccia. In una pentola mettere i ceci, coprire con acqua freddo a filo, portare a bollore a fuoco dolce, e cuocere per un minuto schiumando. Nel frattempo in un'altra pentola iniziare a stufare le verdure in poco olio, aggiungere la pancetta e la salsiccia sgocciolate. Aggiungere circa due litri di acqua bollente, i pelati, l'alloro, il sale. Appena alza il bollore, mettere i ceci appena scottati, e in cima la rosellina di scorza di arancia fermata con uno stuzzicadenti. Cuocere per circa due ore, a fine cottura togliere la rosellina di scorza, e finire con un trito di prezzemolo.
Accompagnare con pane al peperoncino e no knead bread, con la crosta fragrante, raccolgono il sugo che è una meraviglia :-)
* l'ingrediente segreto: rosellina di scorza di arancia
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E per finire il pasto, fettine di arance pelate al vivo, con zucchero di canna e cannella, come ho assaggiato in Spagna :-) fresche e profumate ...

domenica 7 dicembre 2008

And the winner is ...


Afternoon Tea Award 2008
Quando si ha di fronte un vetrina con tante belle proposte è arduo fare una scelta ... ma con molto piacere annuncio che dopo le meditazioni settimanali (saltellando tra un post e l'altro ... ) la notte ha portato consiglio e la prima edizione dell'Afternoon Tea Award de Il giardino dei ciliegi assegna il primo premio alla padrona di casa dell'Aiuola odorosa .
Prima di leggere il suo post cliccate sulla sua proposta musicale, vi accompagnerà nelle riflessioni e nelle immagini, passando dalla pellicola cinematografica, spiluccando dal menù molto ben presentato: nel primo omaggio, in riflessioni e ricette, e nell'appendice.
per aiuola odorosa
"Mi piace questo spazio calmo e privato, pieno di tè, di sapori aromatici misti a note e ricordi, di frasi e pensieri che vanno e che vengono. Di essi, alcuni, rimangono." Aioula odorosa
Come promesso anche una seconda coccarda, per un'altra padrona di casa altrettanto raffinata e premurosa: Carla di Letto e mangiato. Come ha sottolineato chi l'ha votata ci ha regalato un'ora del tè molto emozionante, un giusto riguardo per l'ospite, eleganza e note di pianoforte per sottolineare le parole.
per carla
"Tutto tace quindi possiamo mangiare tranquillamente e appena l'infuso sarà pronto te ne verserò una tazza." Carla
Visto che è un argomento che appassiona, chi ha piacere di continuare con nuovi menù, continueremo ad aggiornare il blog dedicato all'Afternoon Tea Award.
Una serena domenica a tutti :-) con qualche nota di Giovanni Allevi (e note e humor).
Oggetti acquistati da: ALERAMO Nostre Reis Corso Italia 8/D 12051 ALBA (CN)

giovedì 4 dicembre 2008

Dulcis in fundo ...


Eccoci al terzo post che conclude il menù dell'Afternoon Tea de "Il giardino dei ciliegi". Stuzzicato il palato, tra un sorso e l'altro di caldo e profumato tè, spunta il desiderio di dolce ...
Quando preparo gli scones fa subito capolino un ricordo. Il primo scone che ho assaggiato era un gigantesco mattoncino-fermaporte :-( con un ricordo appena di uvette, scelto per sbaglio per placare un languorino, durante la visita al Natural History Museum di Londra, all'annesso angolo caffetteria. Eppure nonostante questo primo impatto non felice :-P dal un post del cavoletto mi sono convinta, e ho scoperto queste deliziose "focaccine" da gustare con la confettura di fragole e una puntina di panna o mascarpone (in sostituzione della clotted cream).
Questa volta ho "corretto" metà dell'impasto con cubetti di mela (hai visto ciboulette , prima di me domenica avevi proposto gli scones alle mele!) e per differenziare gli scones, quelli con l'aggiunta di mela hanno anche la loro bella granella di zucchero.

E poi un po' di piccola pasticceria, per tutti i gusti:



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piccole frolle con crema chantilly e frutta fresca
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florentine
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crostatina ai marrons glacè
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stelle di sfoglia con crema chantilly e glassa
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bignè alla crema
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cubetti di zenzero candito.

Per le ricette (tutte tranne per lo zenzero candito che abbiamo acquistato pronto) vi chiedono un attimo di pazienza, ma il lavoro incombe, e non rieco a postarle tutte adesso ... posso avere la giustificazione? :-)

"Viaggiando, è bello avere una meta, ma, in fin dei conti, è il percorso che facciamo a essere importante." Ursula K. LeGuin

mercoledì 3 dicembre 2008

Lady Grey Tea


Il rito del tè deve avere il giusto spazio per compiersi: il tempo riprende il suo ritmo naturale, niente orologi o orari prestabiliti; il tavolo deve essere apparecchiato con cura, tovaglia perfettamente stirata e tavola apparecchiata con le migliori porcellane. Ogni particolare è simbolo di bellezza e cura. Attenzione per l'ospite.
Il tepore della casa, il camino acceso, tutto deve predisporre alla confidenza e alle chiacchiere .


- il tè delle cinque - di Mary Cassat 1880



L'ingresso ufficiale del tè in Inghilterra risale al 1662, quando Caterina di Braganza, lascio il Portogallo, per andare in sposa a Carlo II. Portò con se le preziose foglie di tè che arrivavano dall'oriente. Dalla corte londinese ben presto il rito sedusse i nobili e si diffuse nei salotti aristocratici. Tuttavia come per tutte le novità, alcuni non vedono di buon occhio l'introduzione della nuova bevanda: i birrai temono di perdere clienti. Infatti per risolvere i problemi di potabilità dell'acqua era stato chiesto ai birrai di produrre una birra molto leggera (veniva addirittura consumata a colazione). Temendo la concorrenza fanno pressione sul governo, che finisce per imporre un'alta tassa sull'importazione.


- l'ora del tè - Renoir 1911
Nonostante queste pressioni politiche il tè diventa sempre più popolare, e già nel 1784 è alla portata di tutti (gradualmente le tasse vennero diminuite, e proprio in questo anno il governo si impegnava a ridurle con la " Commutation Act") . Il tè attraversa le classi, diventando molto democratico.

L'abitudine tutta britannica di macchiare il tè con il latte, è stata dettata dalla prudenza: le prime teiere e tazze in porcellana finissima arrivavano dall'oriente. Per paura di incrinare i nuovi preziosi servizi, gli inglesi presero ad utilizzare il latte freddo per mitigare l'acqua bollente.

Per un tocco di femminilità miscela Lady Grey: tè nero, bergamotto, scorza di arancia amara e di limone, petali di fiordaliso (centaurea cyanus).

martedì 2 dicembre 2008

Striped Sandwiches

Pane a crosta invisibile, pane ai cinque cereali e con semi di zucca.

Oggi impariamo a fare i tramezzini a regola d'arte, alleati semplici e gustosi anche per un aperitivo. In questo caso trovo più comodo ridurre a bocconcini (come le proporzioni di un salatino di sfoglia 2-3 cm). Per le feste natalizie proporrei salmone e/o gamberetti per stare sul classico :-)
L'Afternoon tea all'inglese prevede anche la versione "adulta" con un calice di champagne iniziale, le bollicine sono perfette per la delicata sapidità dei sandwiches. Per questa occasione e per spezzare la fame una elegante porzione a strisce.

Regola generale: occorre imburrare le fette di pane da un lato (io preferisco un sottile strato di philadelphia), e poi si completa spalmandole con il ripieno desiderato. Si uniscono le fette, si pressano bene. Si coprono con pellicola per alimenti e si lasciano riposare in frigo almeno due o tre ore. Al momento di servire, si eliminano le croste. Si tagliano a listarelle di 7,5 cm (larghe circa 2 cm, regolatevi a occhio, dipende se usate fette di pane o la forma intera).

the Ritz's special

The Ritz's special smoked salmon sandwiches*
(per 8 -10 persone)
100 g di ritagli di salmone
150 ml di panna liquida + 150 ml di panna densa (io ho usato 200 ml di panna fresca in tutto)
25 ml di whisky
1/2 di cucchiaino di pepe bianco
1/4 di cucchiaino di noce moscata
50 g fette sottilissime di salmone affumicato
pane nero imburrato
spicchi di limone per il servizio
Tritare finemente i ritagli di salmone, unire la panna liquida. Passare al setaccio. Incorporare sbattendo il whisky, il pepe e la noce moscata. mettere in frigorifero. Montare la panna densa e incorporarla al composto freddo. Spalmare la farcitura sul pane imburrato, sistemare le fettine di salmone, macinare il pepe bianco al momento. Procedere come indicato nell'introduzione.

The Ritz's special egg sandwiches*
(per 8 -10 persone)
4 cucchiai di maionese
2 cucchiaini di senape inglese
1 cucchiaino di salsa Worcester
un pizzico di pepe
4 uova sode sgusciate
crescione (o insalatina tenera)
pane in cassetta
Unire tutti gli ingredienti e per ultime le uova tritate grossolanamente. Stendere sul pane imburrato la farcitura, aggiungere uno strato di crescione, richiudere. Procedere come nell'introduzione.

*Le ricette speciali sono tratte da "Un tè al Ritz" di Helen Simpson

Ancora un paio di proposte di twostella ...

Ham sandwiches
pane imburrato
formaggio cremoso fresco
prosciutto cotto normale o affumicato
a piacere un pizzico di pepe nero

Cheddar sandwiches
pane imburrato
formaggio cremoso fresco
cheddar (formaggio media stagionatura: tipo toma piemontese, bra, o raschera)
a piacere un pizzico di pepe nero

Avrete sicuramente notato che c'è un grande assente :-P il cucumber sandwiches, ma per il tè della stagione fredda è impossibile reperire l'ortaggio estivo fresco! Non siamo solo noi a lamentarci ...

Algernon (prendendo su un piatto vuoto, con orrore):
- Dio del cielo! Lane! Come mai non ci sono tramezzini ai cetrioli? Li avevo ordinati espressamente! -
Lane (con gravità):
- Niente cetrioli stamattina al mercato, signore. Mi ci sono recato due volte.-
Algernon: - E niente cetrioli!-
Lane: - No, signore. Neppure a pagarli in contanti. -
Algernon: - Basta così, Lane, grazie. -

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Attenzione:
Se passate sul blog Afternoon Tea Award potete lasciare un commento al vostro foodblogger preferito, premiando il migliore menù della raccolta :-) passate entro il 6 dicembre 2008.
Per facilitare, sul blog Afternoon Tea Award, trovate a lato la lista dei partecipanti. Buon voto :-)
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lunedì 1 dicembre 2008

Prima edizione Afternoon Tea Award e ...

Castello di Pralormo, allestimento del 5 aprile 2008

Ah! come vola il tempo quando ci si diverte :-)))) Siamo arrivati alla scadenza della Prima edizione dell'Afternoon Tea Award: cliccate subito sul link per vedere il libro degli ospiti e tutte le idee per trascorrere in compagnia il rito del tè!

Sul blog appositamente dedicato all'Afternoon Tea Award, ho inserito, rispettando i tempi di pubblicazione, tutte le vostre proposte. Per chi non ha ancora fatto un salto, trovere gli autori dei menù, con il link, che rimanda direttamente al blog personale. Nel caricare i vari post ho inserito un solo scatto per semplificare, ma se farete un salto a casa dei foodblogger trovere maggiori dettagli fotografici.
Ho deciso di utilizzare la formula della raccolta-blog perché rimane un lavoro aperto, da consultare a piacimento e perché no, integrare all'occorrenza.
E adesso!?!

E' ora dei voti! :-P

Prima, però, ringrazio tutti, proprio tutti voi, perché avete partecipato con sano entusiasmo alla raccolta!!! Un vero distillato dell'arte del ricevere, con tante informazioni e preziosi consigli!

Tanto lavoro, tanto impegno ... mi sembra simpatico assegnare un primo premio ... La giuria familiare rileggerà tutti i i post cercando colui o colei che salirà sul podio :-))))

E ci aggiungiamo anche una seconda coccarda, ma questa volta chiedo un vostro aiuto. Nell'home page dell'Afternoon Tea Award trovate l'elenco dei partecipanti. Cliccando sull'autore vi ritrovere a leggere il suo post. Lasciate un commento relativamente al post che preferite proprio sul blog dell'Afternoon Tea Award. Avete tempo sino a sabato 6! Dopo di che avverrà lo spoglio delle schede :-)

E proprio domenica si riveleranno i due vincitori ... e relativo omaggio a ricordo di questa prima edizione

Per celebrare la conclusione della raccolta, concedetemi una citazione dall'opera da cui ha tratto ispirazione il nome Il giardino dei ciliegi :-)
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Gaev: (apre un'altra finestra)
- Il giardino è tutto bianco. Non hai dimenticato Ljuba? Quel viale va lungo e dritto, come una cintura distesa, e risplende nelle notti di luna. Ti ricordi? Non hai dimenticato? -


Ljubov' Andreevna: (guarda in giardino dalla finestra)
- Oh, infanzia mia, purezza mia! In questa stanza io dormivo, da qui guardavo il giardino, la felicità si svegliava con me ogni mattina e il giardino era tale quale adesso, nulla è cambiato. (Ride di gioia). Tutto, tutto bianco! Oh, giardino mio! -

tratto dal Primo Atto de "Il giardino dei ciliegi" di Anton Pavlovic Cechov, dialogo tra la proprietaria terriera e suo fratello.
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Snow
Il giardino di Cechov è tutto bianco per l'abbondante fioritura delle piante da frutto, ma il mio giardino dei ciliegi è immacolato grazie alle abbondanti nevicate degli ultimi giorni :-) Era proprio tanto che non vedevo un'abbondante nevicata, e poi il sole che illumina le colline e le montagne ricoperte di cristalli ... spettacolo spettacolare!
Durante la settimana vi illustrerò passo passo la nostra proposta per il tè delle cinque.

domenica 30 novembre 2008

Preparativi

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C.S. 'Jack' Lewis: - Che ne dici Warnie, credi che saremo all'altezza di offrire un tè fatto in casa?-

Warnie Lewis: - Sì, credo si possa fare ... -
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C.S. 'Jack' Lewis: - Con il debito preavviso, naturalmente. -

(dal film: Viaggio in Inghilterra -titolo originale Shadowlands - invitando la signora Joy Gresham in partenza dalla stazione di Oxford. n.d.r. C.S. Lewis è l'autore di 'Le cronache di Narnia').


making off sultana scones

giovedì 27 novembre 2008

Focaccia prosciutto cotto e ricotta piemontese

focaccia prosciutto cotto e ricotta piemontese

Il sapore rassicurante di pane e olio, il profumo del prosciutto cotto e la dolcezza della ricotta si sposano in una sottile focaccia. Il pregio della preparazione è di non perdere la fragranza dell'affettato, che rimane morbido e gustoso; inoltre ponendolo come secondo strato, protegge la base dal formaggio fresco, che impedirebbe la giusta lievitazione della pasta.
Per una merenda per bimbi, per un antipastino veloce, per l'aperitivo, un jolly da non sottovalutare!
p.s. sai che soddisfazione aprire i vasetti delle conserve estive!!!! :-)
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Ingredienti
300 g farina bianca 00
200 g farina grano tenero 0 manitoba
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 cucchiaio zucchero bianco semolato
1 pizzico di sale
1 cubetto lievito di birra fresco
250 ml acqua tiepida
200 gr di prosciutto cotto
200 gr di ricotta piemontese
3 cucchiai di olio al basilico
Stemperare nell'acqua tiepida lievito e zucchero, sciogliere accuratamente. Nel bicchiere dell'impastatrice versare le farine, l'olio e il sale. Iniziare a mescolare. Aggiungere l'acqua tiepida e procedere sino ad ottene un impasto liscio ed omogeneo. Formare una palla e lasciar riposare in luogo caldo e tiepido per 2 ore.
Mescolare la ricotta con due cucchiai di olio al basilico (essendo già salato non ho aggiunto sale).
Ricavare 2 pozioni di pasta . Stendere a sfoglia e sistemare nella teglia un primo strato. Coprirlo con le fette di prosciutto cotto (lasciando la pasta scoperta un cm tutto intorno). Stendere con una spatola la ricotta, sul prosciutto. Coprire con l'altra sfoglia di pasta. Far aderire bene i bordi. Bucherellare con una forchetta tutta la superficie. Spennellare con acqua e olio evo, condire con un pizzico di sale. Cuocere in forno a 190° sino a doratura.
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P.s. Mi farebbe molto piacere avere questo piccolo aiutante casalingo! Miaoooo

martedì 25 novembre 2008

il Cioccolato dai Maya al XX secolo


Ultimamente da queste parti si parla molto di tè, e sporadicamente di caffè ... ma non ci scordiamo di citare il cibo degli dei, che all'occorrenza diventa anche bevanda, la coccola più golosa che esiste: il cioccolato!

Twostella tendenzialmente non si fa mancare l'occasione di visitare le mostre organizzate dalla Fondazione Ferrero, sempre molto interessanti, sempre molto accurate. (Alcuni esempi: Dal duecento al Caravaggio a Morandi, Napoleone e il Piemonte).


Maggiori informazioni potete trovarle qui, per comodità vi riporto qualche brano di presentazione.

Questa volta il viaggio di approfondimento ruota intorno al cioccolato ...

Ciò che la mostra racconta è la storia di un’avventura che comincia molto lontano nel tempo e nello spazio, nella giungla equatoriale, fra la popolazione Maya. E’ qui che dai semi della pianta del cacao si comincia a ricavare il “cacahuatl”, la bevanda degli dei. In un’ambientazione che richiama atmosfere, suoni, profumi della giungla, si ritrovano in mostra preziosi reperti precolombiani ma anche i primi tasselli della scoperta europea del cacao. L’esposizione prosegue, nelle sezioni successive, con il racconto dell’evoluzione e dei cambiamenti che hanno accompagnato la lavorazione e la consumazione del cioccolato dal 1700 al XX secolo. Il dilagare della cioccolata nel Vecchio Continente passa tramite la Spagna, prima come bevanda quasi medicinale poi, scoperta la dolcificazione, come bevanda alla moda, ammessa dai Papi anche in periodi di digiuno perché corroborante, amata da Casanova per i suoi portentosi effetti sull’amore e sull’umore. Col tempo, nessuno nobile, ricco, borghese o religioso riesce a sottrarsi al piacere di una tazza di cioccolata. Le note di Mozart - che della cioccolata fu grande appassionato - accompagnano il visitatore tra importanti dipinti, argenti e porcellane di varie manifatture europee che documentano quello che ormai è diventato un rituale. A Versailles, come in tutte le corti dell’epoca, la nuova bevanda viene servita in ogni ora. Le manifatture di tutta Europa e in particolare quella di Sèvres lavorano senza sosta per creare servizi sempre nuovi adatti a porgere il nettare che viene da lontano. Successivamente, per tutto l’Ottocento e con continui sviluppi, si assiste alla messa a punto della produzione e della lavorazione industriale.
Nel 1802 il genovese Bozelli progetta una macchina per raffinare la pasta di cacao e miscelarla con zucchero e vaniglia. Circa vent’anni dopo, l’olandese van Houten mette a punto un processo che consente di isolare il burro di cacao partendo dalla pasta di cacao. Il cioccolato al latte viene creato per la prima volta nel 1875 dallo svizzero Daniel Peter e poco più tardi, nel 1879, Rodolphe Lindt a Berna crea la ricetta per il cioccolato fondente attraverso la tecnica del “concaggio”. Grazie a queste continue trasformazioni, il cioccolato smette di essere un patrimonio esclusivo e diventa un desiderio esaudibile per tutti, si diversifica moltissimo con l’obiettivo di raggiungere tutti e ovunque, assumendo le più diverse forme: pralina, cioccolatino, tavoletta. Macchinari, insegne storiche, immagini d’epoca e film consentono, nella sezione della mostra dedicata alle ottocentesche trasformazioni industriali, di vivere la magia della fabbrica del cioccolato, il luogo dove un seme diventa passione collettiva, espressa in mille forme e sfumature di sapori. Il Novecento aggiunge al mito del cacao nuovi ingredienti: creatività e design. Grandi artisti, da Fortunato Depero a Federico Seneca a Leonetto Cappiello, vengono messi al lavoro per dar forza a marchi e prodotti. Sulla loro scia, scendono poi in campo esperti di pubblicità e di marketing che fanno di Nestlé, Suchard, Lindt, Tobler, Perugina, Majani, Caffarel, Venchi-Unica, Ferrero, Elah Dufour, Feletti, Pernigotti marchi noti a tutti. E il cioccolato, declinato in modi diversissimi, assume significati che oltrepassano il prodotto in sé. Gianduiotto, Mon Chéri, Nutella - solo per citare alcuni prodotti diventati icone nel Novecento - connotano modi e momenti di vita e divengono veri e propri fenomeni di costume.


Dal 19 ottobre 2008 al 18 gennaio 2009
FONDAZIONE FERRERO
per informazioni. tel. 0173 295259; info@fondazioneferrero.it
Fondazione Ferrero • Via Vivaro, 49 - 12051 Alba (Cn) Italy
orari di apertura: da martedì a venerdì 15-19; sabato, domenica e festivi 10-19. Lunedì chiuso. Ingresso gratuito. Giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre 2008,1 gennaio 2009

lunedì 24 novembre 2008

La fattoria di mais

la fattoria di mais

Diciamo che ogni occasione è buona: periodo di compleanni oppure di onomastici, quando si riceve un invito, o per Natale, o per Pasqua, oppure come semplice pensiero ... insomma per ogni ricorrenza più o meno sociale e affettiva ...
A questo si aggiunge il fatto che io non sopporto di arrivare a mani vuote! Come colmare questo "disagio"!?! Preparare piccoli biscottini o dolcetti per un gentil pensiero :-)

Per Bicece e la sua utile raccolta :-)

Ingredienti
300 gr di farina bianca 00
100 gr di farina di mais bramata
100 gr di burro
150 gr di zucchero semolato
2 uova intere
2 cucchiaini di olio evo
8 gr di lievito per dolci
scorza di mezzo limone
Impastare, lasciare riposare per 30 minuti in frigo. Tirare la sfoglia e ricavare con le formelle a forma di animali (oppure stelle e altri decori). Infornare e cuocere a 180° in forno ventilato sino a doratura.

Per questa ricetta occorre la farina di mais: negli anni ho provato a usare sia la farina di mais fioretto (macinatura fine) sia la farina bramata. Devo dire che quest'ultima grazie alla macinatura un poco più rustica conferisce un effetto croccante che personalmente preferisco, perché dà un po' di carattere ai biscotti.

Sono migliori se consumati dopo un paio di giorni. Si conservano anche per un mese o due se chiusi in una latta (se non finiscono prima ...).

domenica 23 novembre 2008

Consommè in crosta di sfoglia


Consommè in crosta di sfoglia

Il profumo della pentola che bolle serbando al suo interno i profumi dell'orto e della carne ha sempre suscitato in me un'attrazione fatale. Nei nostri tempi tempi moderni i primi asciutti hanno un'ascendente maggiore rispetto alle minestre in brodo.

C'è una ricetta che ci arriva dal passato, di nobiltà vestita, che non può che suscitare simpatia. Una piccola cocottina immacolata con una coperta dorata di pasta sfoglia ... il fascino indiscreto della sorpresa per piccoli bocconcini di carne ...
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Ingredienti 6 cocottine
150 gr tritata magra di vitella
3 cucchiai di parmigiano reggiano
un uovo, un tuorlo
un trito di erbe aromatiche
sale e pepe nero
brodo filtrato
pasta sfoglia
un uovo
Amalgamare la carne con il formaggio, il tuorlo e condire con sale e pepe e il trito di erbe aromatiche. Ricavare delle piccole polpette grandi come una nocciola. Portare a bollore il brodo e cuocere le piccole polpettine. Riempire le cocottine per 2/3 di brodo suddividendo le polpettine profumando con un pizzico di pepe. Ricavare dalla pasta sfoglia un disco (rispetto al diametro del contenitore deve essere di circa un centimetro più grande). Incollare con l'aiuto dell'uovo sbattuto. Spennellare e decorare la superficie. Infornare a 180° sino a doratura.
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E ... bon appetit!

venerdì 21 novembre 2008

Paella

Paella di pesce

In Spagna ci sono stata due volte: nel 1989 per una vacanza in famiglia e nel 1998 in viaggio di nozze. Barcellona, Gerona, Torremolinos, Siviglia, Granada e tutta la costa sino a Gibilterra ... che meraviglia! Ho veramente dei bellissimi ricordi ... non saprei dire cosa mi è piaciuto di più.

Forse, se devo proprio cercare alcune eccellenze, non posso che citare l' Alhambra e la Cattedrale di Siviglia (immensa) luoghi assolutamente indimenticabili perchè si attraversa la storia, l'arte e la cultura. Sono nati per comunicare grandezza e bellezza, e non possono che suscitare le medesime emozioni anche all'uomo moderno.

Tutta questa premessa perchè se decidiamo di preparare un piatto spagnolo quale è la Paella, si affollano nella mente tutti i profumi e i paesaggi di quei viaggi ... Nessuno ci ha insegnato la ricetta originale a casa nostra si fa così:

Ingredienti per 6 persone
6 gamberoni
1000 gr di cozze e vongole veraci
200 gr di totani
200 gr di moscardini
200 gr di seppioline
200 gr di gamberetti
600 gr di riso
1-2 cipolle
piselli
peperoni
salsa di pomodoro
zafferano
vino bianco
olio extra vergine
brodo vegetale o fumetto
prezzemolo
sale, pepe, peperoncino

Tritare la cipolla e farla rosolare nell’olio e aggiungere i totani, moscardini, seppioline. Quando hanno finito di rilasciare l’acqua, bagnare con vino bianco e sfumare. Aggiungere la salsa pomodoro a piacere, sale e peperoncino.
In un tegame con olio e cipolla rosolati far aprire le cozze e vongole, condire con sale e pepe.
Preparare il soffritto con il battuto di cipolla, tostare il riso, bagnare con il vino bianco. Aggiungere il brodo, il sugo di pesce, le verdure a piacere e lo zafferano. Aggiustare di sale e prezzemolo.
Servire guarniti con i gamberoni e gamberetti saltati in padella flambé (al brandy).

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Mancano pochi giorni alla fine di novembre ... avete già pronto il vostro menù per il Afternoon tea award? Avete una riflessione o un pensiero che ruota intorno al mondo del tè? Curiosate nelle proposte di chi ha già partecipato e regalateci le vostre gustose idee! :-)

giovedì 20 novembre 2008

Budino di cachi, pere Madernassa e cioccolato fondente


budino di cachi, pera madernassa e cioccolato fondente
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Se ti regalano una cassetta di cachi che maturano alla velocità della luce, o mangi i frutti a ripetizione o trovi il modo di fare un budino! Devo dire che questo gentile omaggio è stato una sorpresa ... e non si è presentato l'annoso problema del cachi non maturo, che sa come farsi odiare :-( In passato ho provato con soddisfazione la mousse, ma questa volta non volevo utilizzare la panna, per lasciare spazio solo all'aroma della frutta.
La pianta del cachi, originaria del Giappone, nella stagione autunnale si fa notare negli orti e nei giardini. Tutte le altre piante sono scheletriche perché prive di foglie e i generosi alberi dei cachi sono carichi di gustosi frutti d'allegro colore arancione.
E siccome la frutta non è mai troppa, al banco ho trovato le fantastiche pere Madernassa ...
La Pera Madernassa è coltivata nell'Albese e nel Cuneese, nella Val Grana, fin dal secolo scorso. Ha avuto origine in un appezzamento della Cascina Gavello della Borgata Madernassa, allora nel Comune di Guarene, situata a metà circa di una collina esposta a levante tra i paesi di Guarene e Castagnito. La pianta madre risale al 1784 ca. e, in un primo tempo, questa varietà fu conosciuta col nome Gavello, ma in seguito fu indicata col nome Madernassa.
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Ingredienti per 6 persone
4-5 cachi
4 cucchiai di zucchero
2 fogli di colla di pesce
3 pere Madernassa
2 cucchiai di zucchero
50 gr di cioccolato fondente
cubetti di cedro candito
stracciatella di cioccolato
Lavare accuratamente le pere, metterle in un tegame aggiungere un bicchiere d'acqua e 2 cucchiai di zucchero. Coprire il tegame con un coperchio. Cuocere le pere Madernassa a fuoco moderato sino a quando risultano tenere (anche un'ora). Far raffreddare.
Sbucciare i cachi, passarli al passaverdura. Raccogliere la polpa in un tegame, aggiungere i 4 cucchiai di zucchero, scaldare sul fuoco. Appena sale il primo bollore spegnere il fuoco, aggiungere la colla di pesce ammollata in acqua fredda. Mescolare sino a completo scioglimento. Mettere in stampini monodose, raffreddare. Mettere in frigo per almeno 4 ore.
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria. Servire i budini, decorati con un cucchiaino di cioccolato fuso e cubetti di cedro, mezza pera e un po' di gelato al cioccolato.
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Cachi vintage ... in bianco e nero :-)

Cosa si fa per non "sprecare" la frutta ...

mercoledì 19 novembre 2008

Orata al forno e insalatina con pomodori gialli


Dopo il primo piatto di gnocchi un filettino di orata al forno? E un insalatina? Insalata mista verde con un pizzico di giallo dei pomodori e un pizzico di rosso della melagrana. Tavolozza perfetta. Ops dimenticavo qualche semino di zucca :-)
Sto scoprendo che i pesci con lisca (trota, orata, branzino ...) fatti semplicemente al cartoccio sono proprio buoni!!! Insomma danno soddisfazione, accontentano tutti (soprattutto se qualcuno li sfiletta prima).
La ricetta è una non ricetta ...
ho preso un bel pezzo di alluminio, ho adagiato l'orata intera pulito e lavato, un giro d'olio evo, sale e pepe e un rametto di rosmarino fresco. In forno a 180° per 20 minuti. Sfilettare e servire.
Fettine di pane di segale per accompagnare.
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orata: gilthead seabream

C'è ancora spazio per un dolcino? O passiamo subito al caffè?

martedì 18 novembre 2008

Gnocchetti con noci e mele Royal Gala


gnocchetti con noci e mele royal gala
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Ecco il piatto forte di domenica, gnocchetti con un sugo un po' anticonformista con frutti di stagione. Questo primo piatto nasce da una collaborazione ...
Per la preparazione della pasta fresca... tutto rigorosamente ad occhio (a stim come si dice da queste parti) impastati direttamente dal marito ... Insieme all'agnello alla senape sono una sua completa esclusiva!!! Per cui si può dire che sono opera dell'altra metà del cielo, ops del giardino :-))).
Nessun segreto trapela ... o meglio visto che vengono così bene, perché devo imparare!?! Di tanto in tanto delegare (vedi il corriiiiiii di ieri :-)))) non è male!
Patate dell'orto, noci dell'orto che incontrano il profumo dei porri e la fragranza della mela croccante.
Visto che sono responsabile del sugo, ecco gli ingredienti e la preparazione.
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Ingredienti per 4 persone:
800 gr di gnocchetti
2 mele Royal Gala
2 cucchiai di porro tagliato a rondelle
2 cucchiai di noci sgusciate
un pizzico di sale e pepe
4 cucchiai di panna
olio evo
Scaldare in un tegame antiaderente due cucchiai di olio evo, stufare a fuoco lento il porro affettato. Aggiungere i cubetti di mela (io ho lasciato la buccia rossa, ha dato un piacevole tocco di colore al piatto), rosolare per un paio di minuti. Aggiungere le noci spezzettate, aggiustare di sale e pepe. Spegnere il tegame, aggiungere la panna. Portare a bollore l'acqua, salare, quindi buttare gli gnocchi. Appena salgono a galla, scolarli. Saltare gli gnocchi nel tegame e servire caldissimi.
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Pura poesia ...

lunedì 17 novembre 2008

Grissini di sfoglia con semi di papavero e sesamo

Grissini di sfoglia con semi di papavero e sesamo
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Pant, pant ... corriiiii è di nuovo lunedìììì ... dopo un tranquillo week end di faccende domestiche, incentivate dal bel tempo, eccoci qui inesorabilmente sulla soglia della nuova settimana. L'agenda trabocca di impegni, scadenze eppure in questa blog-oasi fatta solo di bellezza un breve riassunto degli esperimenti culinari della sottoscritta, con complici familiari di tutto rispetto!

Da cosa si inizia? Un piccolo stuzzichino, semplice e spezza fame, mentre la cuoca (ari-pant, ari-pant) tra tegami e fornelli prepara la sequenza :-)))

Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
semi di sesamo
semi di papavero
1 uovo
Preriscaldare il forno a 180°. Spennellare la base di pasta sfoglia con l'uovo leggermente sbattuto. Far aderire un misto di semi di sesamo e di papavero. Pressare i semi con il mattarello. Tagliare con un coltello, lunghe lasagne di pasta. Posizionare sulla placca antiaderente, attorcigliando un paio di volte il bastoncino di sfoglia. Cuocere in forno sino a doratura. Si possono preparare anche il giorno prima. Servire con l'affettato preferito: prosciutto crudo di Parma o speck!
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E voi come siete messi? Lottate anche voi con il tempo, usate bigliettini promemoria o siete un computer con tutte le scadenze fissate nella mente?
In tutti i casi, buona settimana!!!

sabato 15 novembre 2008

Chi copia è privo di fantasia


Tutto è iniziato perché un'attenta osservatrice ha messo un po' di sale sulla coda :-)))) a qualcuno che tiene una rubrica di "ritagli". A catena Alex Kja Sandra Elena di Comida Aiuolik Anna Stella di sale e molti altri ci hanno dato informazioni preziose segnalando chi ha fatto del "copia incolla" una ragion d'essere. Vi rimando ai loro post per approfondire e vi lascio solo una piccola considerazione.

Ho provato lo stesso fastidio nel veder replicate le mie cose (ma chi lo aveva fatto, penso in buona fede, alla mia richiesta ha tolto le pagine caricate), come mi ha indisposto ritrovare le alzatine di Elena, il budino al cioccolato di Anna, le acciughine di Sandra, le gite di Alex, ecc.... scopiazzate da ignoti!

Per trovare un lato positivo a quello che è successo è notare la solidarietà spontanea dei tanti veri foodblogger. E' bello constatare che nonostante internet sia molto esteso, prima o poi i nodi vengono al pettine! Grazie anche agli amici che vedono, segnalano, informano ... e ti guardano le spalle :-)
Chi copia è solo, triste e privo di fantasia.
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