domenica 12 dicembre 2010

Torta natalizia con rose bianche e confetti dorati

torta natalizia con rose bianche e confetti dorati

Le torte decorate suscitano in me stupore e ammirazione. Gli ingredienti della pasticceria vengono modellati con maestria sino ad assumere l'aspetto dell'artigianato artistico nascondendo sotto la copertura strati golosi di torte soffici e ricche farciture.
Questo è il nostro primo esperimento dopo una "scorribanda" in un supermercato inglese in cui abbiamo recuperato confettini colorati-dorati, marzapane e glassa fondente pronti all'uso. L'abbiamo confezionata imitando una torta che avevamo assaggiato aggiungendo la cascata di piccole roselline confezionate una ad una. L'unico consiglio preparare la torta farcita e le rose il giorno precedente e terminare il decoro quando gli elementi base hanno riposato e si sono "solidificati" rendono la composizione più semplice.

Torta ricca al cioccolato (da Kitchen Marie Claire di Michele Cranston)
burro 250 g
cioccolato fondente 200 g
caffè forte 375 ml
zucchero 450 g
farina 175 g
lievito in polvere 1 cucchiaino
cacao 3 cucchiai
uova 2
estratto naturale di vaniglia 2 cucchiai

Scaldare il forno 180° e rivestire uno stampo da 25 cm con carta forno. Fare scaldare il burro, il cioccolato e il caffè in un pentolino. Aggiungere lo zucchero e mescolare sino a quando non si dissolve. Togliere dal fuoco e versare in una ciotola. Aggiungere gli ingredienti asciutti, mescolare con la frusta, poi aggiungere uova e vaniglia e rendere l'impasto liscio e omogeneo.
Versare nella tortiera e cuocere per 50-55 minuti. Lasciare raffreddare completamente per 6 -10 ore su una gratella.
Per decorare
glassa: cioccolato 200 g, panna 150 gr
glassa fondente 500 g
marzapane 500 g
Ritagliare il centro della torta ricavando un "cuore" di torta di 18 cm eliminando di conseguenza i bordi. Poi si procede tagliando la torta a metà ricavando due strati, con molta attenzione perche è goduriosa ma molto delicata :-D.
La glassa al cioccolato si ottiene sciogliendo il cioccolato fondente nella panna, e lasciata raffreddare la crema si monta con una frusta ottenendo una glassa compatta.
Con una spatola farcire il primo strato di torta, coprire con il secondo disco sempre con delicatezza si ricopre tutta la superficie e i bordi. Si lascia in frigo per tutta la notte per lasciarla compattare. Nel frattempo si preparano le roselline facendo i petali con la glassa fondente e si confezionano i fiori con l'aiuto di poca acqua (come colla) e zucchero a velo per ricavare la sfoglia con il mattarello.
Il giorno seguente si prepara una "sfoglia" di marzapane per coprire la torta farcita, poi si procede con una seconda copertura con una "sfoglia" di glassa fondente. Per "incollare" rose e confettini si usa una glassa morbida di zucchero a velo con pochissima acqua.
Per abbellire la torta usare nastri di raso o nastrini dorati.

Per vedere come procedere nei vari passaggi ho sbirciato per esempio qui, e visto che mi piace molto la serie The Cake Boss mi lascio l'appunto mentale per questa torta con i ricami neri :-)


Auguri di Buone feste a tutti voi e alle vostre famiglie!

Appunti delle letture in rete
1) Avete già addobbato l'albero? Avete un animale domestico? Guardate questo piccolo filmato che ho scoperto da Comida :-)))
2) Oggi "riassettando" il mio blog mi sono trovata a soffermarmi sulla poesia di Emily Dickinson che mi tiene compagnia qui di fianco e trovarla nei post a reti unificate Canto di Natale Baci di Neve di Alex (versione fotografata) e Nina (versione illustrata) mi ha dato la sensazione di ritrovarsi tutti intorno al camino ad intonate i canti di Natale ...
3) Sembra quasi una fiaba natalizia con un pizzico di malinconia per un berrettino di lana rossa smarrito da Maite chissà dove tra qui e la Spagna ... compensato da una magnifica e poetica zucca protagonista della zuppa in carrozza

martedì 30 novembre 2010

Strudel di mele e crema alla cannella

Con la fine di novembre sono arrivate le prime nevicate e i relativi paesaggi romantici da ammirare ... qualche piccolo disagio negli spostamenti, ma non si può avere tutto :-) ... però è il modo migliore per pregustare le prime avvisaglie natalizie.
Per rendere al meglio il sapore dolce di queste meditazioni niente di più efficace di una croccante sfoglia ripiena di crema e mele con la punteggiatura avvolgente della cannella ... il tutto per riprodurre una colazione golosa gustata a Merano.
Passiamo ai fornelli!

Strudel di mele e crema alla cannella
mele golden 2
zucchero di canna 3 cucchiai
succo di limone 1
amido di mais 1 cucchiaino
acqua 1/2 bicchiere
mezza dose di crema pasticcera
cannella in polvere 1/2 cucchiaino
pasta sfoglia
zucchero di canna per spolverare
Pulire le mele e tagliarle a piccoli cubetti, condire con il succo di limone e i 3 cucchiai di zucchero. Aggiungere il mezzo bicchiere d'acqua e portare a bollore cuocendo le mele per tre-cinque minuti. Sgocciolare le mele e con una frusta usare l'amido per addensare il succo rimasto nel tegame. Rimettere le mele nel tegame e lasciare raffreddare.
Preparare la crema pasticcera aromattizata alla cannella e fare raffreddare completamente.
Accendere il forno a 180°. Confezionare gli strudel facendo uno strato di crema e uno di mele. Sigillare i bordi con un goccio d'acqua e cospargere la superficie di zucchero prima di infornare.
Cuocere sino a doratura

sabato 6 novembre 2010

Delizie della provincia di Alessandria: Montébore e miele d'acacia

Montébore al Salone del Gusto di Torino 2010

Ok, faccio un sacco di chilometri per lavoro ... ma qualche vantaggio c'é: sconfinando di provincia i colleghi di lavoro (buongustai) consigliano acquisti di prodotti tipici delle loro zone e così ho avuto l'occasione di acquistare una bella formella di Montébore direttamente dal produttore nella "mitica" Val Borbera.
L'avevo già intravisto da Il luppolo selvatico (che lo racconta in modo splendido andate a leggere), ma assaggiarlo è stata tutta un'altra cosa. L'ho poi "rivisto" con piacere al Salone del gusto a Torino :-)
Visto che la golosità non ha confini si arriva sino alla Terra di Mezzo (ops ... un momento non sto parlando de Il Signore degli Anelli !?!). Rimanendo sempre nelle terre alessandrine ho acquistato un miele d'acacia strepitoso. Io sono difficile in materia ma questo è veramente irresistibile per profumo, sapore e consistenza.
Per cui confesso l'abbinamento: spacchettata la formella di Montébore (prodotto il 24/09/2010) dalla simpatica confezione con sigillo e lasciata a temperatura ambiente, si è finito il tutto a "fettine" con gocce di miele d'acacia dell'azienda agricola Terra di Mezzo.

venerdì 29 ottobre 2010

Sformatini con broccoli e crème fraiche

sformatini con broccoli e crème fraiche

Ormai è un'abitudine ... niente di più comodo che arrivare a casa aprire il frigo e trovare uno sformato di verdure preparato la sera precedente, basta accompagnarlo con un contorno caldo o freddo e la cena è belle che servita! (... soprattutto quando ti sei spupazzata 250 chilometri di cui 40 nella nebbia fitta!!! :-P)
Ci sono molte verdure che si prestano a questa ricetta e in inverno alterno i finocchi, i broccoli o cavolfiori, carote, le bietole da taglio o gli spinaci. La base di uova e crème fraiche-ricotta può subire lievi variazioni a seconda delle ispirazioni, ma veniamo alla ricetta in foto e andiamo ai fornelli :-)

Sformatini con broccoli e crème frache
(12 porzioni)
broccoli 3 tazze
uova intere 5
crème fraiche 200 gr
grana grattuggiato 2 cucchiai
burro q.b.
sale marino q.b.
pepe nero q.b.
semi di sesamo q.b.
semi di zucca q.b.
Preriscaldare il forno a 180°. Lavare e tagliare i broccoli a ciuffetti. Portare dell'acqua salata a bollore e gettare le cimette, lasciandole cuocere 2-3 minuti. Per fermare la cottura immergerle in acqua e ghiaccio.
Nel frattempo sbattere le uova incorporando la crème fraiche, il grana, aggiustando di sale e pepe. Tritare i broccoli scottati e incorporarli alla base.
Imburrare gli stampini, dividere il composto e finire con una spolverata di semini di sesamo e zucca. Cuocere a bagno maria per 35-40 minuti e verificare la cottura con uno stecchino di legno.

Adesso mi ci vuole qualche ora di sonno ... quanti sono i chilometri domani? Boh, meglio non pensarci ... dopotutto domani è un altro giorno
Buona notte e un caro saluto a chi passa di qui per sbirciare lo sformatino appena uscito dal forno :-)

La Fiera fa Ottanta


uova in camicia e tartufo bianco d'Alba

La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba compie 80 anni e passeggiando per le vie del centro è come sfogliare l'album dei ricordi con scatti fotografici che ritraggono la città e suoi abitanti a partire dal secolo scorso.
Quindi se volete visitare Alba, il suo centro storico e le Langhe, la Fiera quest'anno vi intratterrà in ottobre e sino al 14 novembre con proposte eno-gastronomiche ma anche con eventi unici come l'esposizione di Giorgio Morandi (aperta sino al 16 gennaio 2011).

I piatti che mi piacciono di più in abbinamento al tartufo sono la carne cruda all'Albese, i tajarin burro e salvia, e l'uovo al tegamino ... però questa volta abbiamo sperimentato una cottura diversa.
Per cui se volete la ricetta, o meglio la non ricetta della foto qui sopra basta preparare un uovo in camicia (cottura in acqua salata e leggermente acidulata con un goccio di aceto bianco, mulinello nell'acqua che sobbolle e far scivolare l'ovetto sgusciato e lasciarlo cuocere 2-3 minuti) sistemarlo nel piatto condirlo con sale marino, pepe nero macinato, filo d'olio e.v.o. e poi vestirlo di lamelle di tartufo bianco d'Alba. Pane fragrante in accompagnamento, of course.
L'"opera d'arte" si è potuta compiere grazie al gentile omaggio di un conoscente che con passione e dedizione ricerca il meraviglioso tartufo bianco d'Alba! :-))))
GRAZIE!!!

Nel libricino dedicato agli appuntamenti della Fiera ci sono diverse ricette degli chef che lavorano nelle Langhe. Approfitto del post per annotarmi una ricetta che adoro!!!! ma che non ho mai preparato a casa così non perdo i foglietti con gli appunti :-P

Raviolini del plin farciti di fonduta d'Aosta
al burro fuso d'alpeggio e Tartufo Bianco d'Alba
Ingredienti per 10 persone
per la pasta: 300 g farina 00, 180 g di tuorlo d'uovo
per la fonduta: 500 g di Fontina d'Aosta non troppo stagionata, 500 g di latte intero, 100 g di burro, 80 g di farina
Amalgamare farina e tuorlo d'uovo sino ad ottenere una pasta liscia e omogenea e lasciare riposare almeno 30 minuti.
Sciogliere il burro e amalgamarvi la farina ottenendo un impasto liscio. Bollire il latte e unire il composto sopra indicato, cuocere per 5 minuti, mescolarvi la fontina a tocchetti e lasciare sciogliere, quando sarà quasi ad ebollizione aggiungere due tuorli d'uovo. Lasciare raffreddare. Tirare il foglio della pasta e disporre a ciuffetti la fonduta, chiudere il foglio a una piega e un pizzicotto, tagliare i plin e cuocerli in abbondante acqua salata. Condire con burro fuso e una bella spolverata di tartufo bianco d'Alba.

Per vedere una foto dei miei "plin" con ripieno tradizionale potete sbirciare qui.

Per un po' di storia da questo sito sui tartufi:

Nel '700 il tartufo Piemontese era considerato presso tutte le Corti una delle cose più pregiate. La ricerca del tartufo costituiva un divertimento di palazzo per cui gli ospiti e ambasciatori stranieri a Torino erano invitati ad assistervi. Da qui forse nasce l'usanza dell'utilizzo di un animale elegante come il cane per la cerca. Tra la fine del XVII ed inizio del XVIII sec. i sovrani Italiani Vittorio Amedeo II e Carlo Emanuele III si prodigavano in vere e proprie battute di raccolta. Un episodio interessante riguarda una spedizione tartufiera avvenuta nel 1751 organizzata per l'appunto da Carlo Emanuele III nella Casa Reale d'Inghilterra nel tentativo di tartufizzare la cucina britannica. In quel frangente furono trovati tartufi nel suolo Inglese ma di valore estremamente inferiore a quelli Piemontesi.
Il Conte Camillo Benso di Cavour nelle sue attività politiche utilizzò il tartufo come mezzo diplomatico, Gioacchino Rossini lo definì "Il Mozart dei funghi", lord Byron lo teneva sulla scrivania perché il suo profumo gli destasse la creatività, Alexandre Dumas lo definì il Sancta Santorum della tavola.(continua)
Ma arriviamo ai giorni nostri, per parlare di un personaggio che diventerà una pietra miliare nella storia del tartufo ovvero Giacomo Morra, albergatore e ristoratore di Alba. Egli intuì la possibilità di rendere il Tartufo un oggetto di culto a livello internazionale dandogli un nome "Tartufo d'Alba" e collegandolo a un evento di richiamo turistico e enogastronomico. Nel 1949 egli ebbe la brillante idea di regalare il miglior esemplare raccolto quell'anno alla famosissima attrice Rita Haywort. Quell'episodio non era destinato ad essere unico, perchè da allora in poi quasi tutti gli anni verranno inviati preziosi tartufi a personaggi di rilievo internazionale. Tra tutti i personaggi ricordiamo: il Presidente degli Stati Uniti Harry Truman nel 1951; Winston Churchill nel 1953; Joe Di Maggio e Marylin Monroe Nel 1954; L'Imperatore d'Etiopia Hailè Selassiè nel 1955; il Presidente degli Usa Eisenhover e Nikita Krusciov nel 1959; Papa Paolo VI nel 1965.Seguono ancora Ercole Baldini campione di ciclismo, Sofia Loren, Alfred Hitckcok, l'equipaggio di "Azzurra", Papa Giovanni Paolo II, Ronald Regan, Gianni Agnelli, Gorbaciov, Luciano Pavarotti, Valentino, il Principe Alberto di Monaco, Valeria Marini.
 Il tartufo è un fungo che vive sottoterra, a forma di tubero costituito da una massa carnosa,detta "gleba", rivestita da una sorta di corteccia chiamata "peridio". E' classificato in diverse specie: il"Magnatum pico"nome volgare tartufo bianco, il"Melanosporum Vit" nome volgare tartufo nero, l' "albidum" nome volgare bianchetto, l' "aestivum" nome volgare scorzone, il "brumale" nome volgare tartufo invernale.
Il tartufo è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell'albero con cui vive in simbiosi. Infatti nasce e si sviluppa vicino alle radici di alberi principalmente quelle del pioppo, del tiglio, della quercia e del salice, diventando dopo la formazione un vero e proprio parassita. Le caratteristiche di colorazione, sapore e profumo dei tartufi saranno determinate dal tipo di alberi presso i quali essi si svilupperanno. Ad esempio i tartufi che crescono nei pressi della quercia,avranno un profumo più pregnante, mentre quelli vicino ai tigli saranno più chiari ed aromatici. La forma, invece dipenderà dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio,se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio.
Correva l'anno 1929 quando per la prima volta Giacomo Morra fece il primo tentativo di pubblicizzare il tartufo all'interno della già consacrata Fiera d'Alba con una esposizione dei migliori tartufi raccolti ed ottenne un tale successo che si decise di farne una costante all'interno delle Feste vendemmiali. Naturalmente la manifestazione negli anni successivi destò sempre più interesse richiamando personaggi di alto livello nazionale. Nel 1930 The Observer si occupò con un esteso articolo della Fiera di Alba ed in particolare del tartufo. Nel 1932 Pinot Gallizio artista Albese fonda il "Palio degli Asini". Nel 1933 ufficialmente la Fiera d'Alba viene denominata "Fiera del Tartufo" e per la prima volta i vini locali come il Barolo, il Barbaresco e l'Asti Spumante si affiancarono al prodotto tartufo. Nel 1936 la VIII Fiera del Tartufo fu inaugurata da Umberto di Savoia e nel '37 da Pietro Badoglio. nel 1942 la Fiera durò solo tre giorni e venne sospesa a causa della guerra. Si riparte quindi nel 1945 ed il costo dei tartufi era salito a 3000 al Kg. Dagli anni '50 in poi la Fiera mantiene il compito specifico di promuovere a livello internazionale le nuove industrie albesi, lo sviluppo delle attività commmerciali, l'artigianato, l'agricoltura e i suoi prodotti. Le manifestazioni collaterali alla fiera assunsero una notevole importanza ad esempio con l'organizzazione di concorsi di pittura che portarono ad Alba grandi pittori come Menzio, Paulucci e Solavaggione. Nel 1967 venne ricostituito il Palio degli asini dando vita alle rievocazioni medievali della Giostra delle Cento Torri.



mercoledì 27 ottobre 2010

Ritorno al futuro, 25 anni dopo

27 ottobre 2010: 25° anniversario "Ritorno al futuro"

L'avevo già detto qui che la mia pellicola preferita è da sempre "Ritorno al futuro" (o meglio "Back to the future" per essere precisi e citare il titolo originale).
Oggi, è stato emozionante ritornare al cinema per rivedere il film insieme ad altri appassionati. Sala gremita e un silenzio assoluto. Nonostante sia stato proposto in VHS, DVD, e in televisione molte volte, abbiamo tutti ripercorso i passaggi comici con lo stesso trasporto della prima visione. Di tanto in tanto qualche battuta la anticipavo mentalmente ... ma Marthy McFly e Doc sono riusciti a tenermi incollata alla sedia come avevano fatto 25 anni fa (accidenti sono già passati 25 anni!?!).
Da adolescente avevo una passione per Michael J. Fox che si è trasformata nel tempo in grande ammirazione per il coraggio con cui ha affrontato le vicissitudini della vita.

lunedì 25 ottobre 2010

Autunno, caldarroste e qualcosa di bello da leggere


Se dovessi scegliere tra una giornata di pioggia-freddo-nebbia e una di sole-caldo-caldissimo mi tufferei senza dubbio tra i raggi dorati dell'estate ... ma tant'è che per apprezzare la bella stagione dobbiamo passare attraverso l'alternarsi delle stagioni.
Per accettare l'inoltrarsi dell'autunno niente di meglio che mettere sul fuoco le castagne raccolte pazientemente nei nostri boschi. Accendere il fuoco con piccoli ciocchi di legno, intagliare le castagne, recuperare la padella "coi buchi" e iniziare ad abbrustolirle ... che bella sensazione. Il profumo si fa sempre più invitante sino all'assaggio della prima caldarrosta.
Ok, sono pronte. Contenitore, canovaccio per avvilupparle e lasciarle riposare un pochino.
Ora ci vorrebbe qualcosa di sfizioso da leggere ... per esempio l'anteprima di about food

oppure il numero uno di G2kitchen


Buona lettura e buona visione tra una caldarrosta e l'altra, intanto fuori piove ... in fondo l'autunno ha anche i suoi lati positivi :-)

Complimenti ragazze!!!!

domenica 24 ottobre 2010

Salone del Gusto 2010

Il Salone del Gusto di Torino per me ogni volta è l'occasione per conoscere, imparare e scoprire, dialogare e confrontarsi. Parto solitamente dagli stand del Piemonte e poi a cerchi concentrici "esploro" le altre regioni d'Italia e poi gli ospiti dei paesi stranieri. Una distesa di colori, sapori, sorrisi.
Mi sono divertita per molti motivi, anche perché ho avuto occasione di incontrare qualcuno dei foodblogger che popolano il vasto mondo di internet: Heather di cui ho asaggiato i bucatini, Giovanna di cui ho assaggiato pasta fagioli arancia e bottarga, Sigrid con i dischi volanti e un sugo simile a questo qui e poi Lory, Artemisia, Elvira, Lydia, Chiara, Lucia ...

... e non da ultimo ho colmato una grande lacuna e ho imparato che cos'é la pasta mista!

domenica 3 ottobre 2010

Rigatoni alla Tonda Gentile


L'origine del post che state per leggere è partito dal banner che ho trovato in settimana affisso nella bacheca de "La cucina di calycanthus" che rimandava ad una sfida di ricette ispirate al Salone del Gusto con il tema cibo+=territorio lanciata da Garofalo e Leiweb.
Inutile dire che le parole hanno iniziato a ronzarmi in testa e il tema mi ha stuzzicato ...

La terra di Langa negli ultimi anni si è legata nell'immaginario a sapori nobili come il tartufo bianco di Alba (tuber magnatum pico), al color rosso rubino del Barolo, alla saporita carne bovina di razza piemontese per citarne alcuni.
Se però rivolgiamo il ricordo al recente passato nelle campagne langarole, nelle cascine, l'esistenza era legata a doppio filo con il duro lavoro dettato dai ritmi della vita contadina.
I colpi di zappa che sradicano la gramigna, il fieno da rastrellare sui pendii ripidi, la trebbiatura del grano, la meliga da sgranare per le galline, l'erba medica per i conigli, la vendemmia, sono alcuni esempi di quel mondo che ho ancora avuto la fortuna di vedere. La miseria del dopo guerra negli anni 70 si andava stemperando in una voglia di riscatto ma i gesti dei nonni e bisnonni erano ancora nei ritmi quotidiani.
La raccolta delle nocciole oggi è meccanizzata. Quando avveniva ancora a mano era molto faticosa: le mamme raccomandavano di non inginocchiarsi, perché la terra era umida di rugiada nelle mattine di agosto, e di usare tutte e due le mani perché si faceva prima a riempire il cestino. Una volta in cascina le nocciole si rovesciavano sui marciapiedi nelle aie e nei cortili ad asciugare al sole posizionando piccole assi per evitare che rotolassero nelle pendenze. Nell'ultima fase venivano raccolte nei grossi sacchi di juta pronti per essere trasportati per la vendita.

Nel dopo guerra le nocciole erano molto comuni nelle famiglie per cui erano materia prima a buon mercato. Non a caso sono servite come "surrogato" per creare prodotti economicamente più accessibili: in aggiunta alle costose fave di cacao hanno permesso di ottenere la golosa pasta gianduia oppure nel torrone sostituirono le mandorle. In entrambe i casi l'ingegno ha dato i natali a nuovi dolci che hanno la fragranza della Tonda Gentile IGP.

Per cui se penso al cibo+=territorio penso non solo all'ottima materia prima che offre la terra di Langa ma penso all'abilità con cui si trasformavano i frutti della terra quando raggiungevano la mensa. Dalla creatività é nato il sugo alle nocciole, molto moderno per gli apporti nutrizionali, ma innegabile risultato delle sapienti mani delle massaie capaci di gestire le dispense e i pochi ingredienti a cui avevano accesso.

Sugo con nocciole
Si fa abbrustolire una manciata di nocciole già sgusciate e si pestano bene. A parte si prepara un buon sugo con un po' di olio, uno spicchio d'aglio e la cipolla.
Quando comincia a rosolare si aggiungono le nocciole con un po' si conserva. Anticamente, in mancanza della carne, era questo il ragù povero delle Langhe.
Angelina Bonino, Belvedere Langhe
da "Sapori di Langa: Autunno" pubblicazione fuori commercio a cura dell'Ufficio Stampa della P. Ferrero & C. s.p.a.

Rigatoni alla tonda gentile
Io ho seguito la ricetta sgusciando, tostando le nocciole e pestandole al mortaio. Ho fatto appassire la cipolla tritata finemente (niente aglio) nell'olio e.v.o. con un piccolo battuto di rosmarino. Rosolate le nocciole ho sfumato con un goccio di barbera e ho finito con la passata casalinga. Portato a cottura era pronto per condire un buon piatto di rigatoni (mi sanno di festa e di piatto domenicale!) che scolati al dente e profumati con un goccio di olio e.v.o. a crudo erano gli sposi perfetti per la mia tonda gentile :-)
Ah! dimenticavo ... ancora un po' di granella per il tocco finale!

mercoledì 29 settembre 2010

Dal Gambero Nero a Sapori reclusi


Se la cucina e la fotografia appartengono alla vostra vita e sono le vostre passioni la mostra fotografica itinerante di Davide Dutto "Dal Gambero Nero a Sapori Reclusi" è un' occasione fuori dagli schemi per parlare del rito quotidiano della preparazione del cibo.
Attraverso le immagini e al progetto dell'associazione Sapori Reclusi si aprono le porte del mondo carcerario ponendo lo sguardo sui pasti che si cucinano e si consumano dietro le sbarre. Ascoltando i racconti di Davide si finisce per conoscere le persone immortalate negli scatti, le loro storie di vita vissuta senza libertà, e di chi è entrato in carcere collaborando al progetto superando le iniziali barriere.
Avevo saputo di questa iniziativa da un post dei Cuochi di Carta ... e mi annoto anche il link per recuperare i loro appunti :-)
"Il Gambero Nero, ricette dal carcere" è il libro che contiene le fotografie scattate nel carcere di Fossano (Cn). Il progetto poi si è evoluto nei Sapori Reclusi dove alcuni detenuti della Casa Circondariale di Alessandria hanno partecipato al corso di cucina tenuto da importanti cuochi (Andrea Ribaldone, Davide Palluda, Flavio Ghigo, Gilberto Demaria, Roberto Campogrande, Paolo Reina e Ugo Alciati) attraverso l'organizzazione di Davide Dutto.

Il laboratorio fotogastronomico si traduce in dialogo, creatività, incontro. Chi volesse approfondire e/o sostenere il progetto può trovare maggiori informazioni qui.

Questa tappa della mostra itinerante è stata inaugurata il 29 settembre e prosegue sino al 10 ottobre presso il ristorante "Il verso del ghiottone" di Dogliani (Cn) proprio nei locali dei (bravissimi) cuochi Gilberto Demaria e Roberto Campogrande che hanno partecipato attivamente al progetto.

Via Demagistris 5
12063 Dogliani (Cn)

giovedì 23 settembre 2010

Mint julep brownie cakes

mint julep brownies cakes

Eccovi ufficialmente il mio primo brownie (quant'è bellino il pargolo ... orgoglio di primagenitura)!
La mia latitanza in materia probabilmente era dovuta ad un falso pudore nei confronti della quantità di burro (175 gr per 6-8 dolcini!?!?!) ma sono stata vinta dalla voglia di utilizzare le foglioline di menta fresca :-P con l'effetto secondario di tuffarsi nell'avvolgenza del cioccolato ...
Forse come scusa non è tanto credibile ^ - ^ ma l'abbinamento tra cioccolato e menta mi fa letteralmente impazzire per cui mi sono confezionata anche l'alibi!

La ricetta è tratta da un libricino monotematico che fa parte del "bottino" vacanziero intitolato Heavenly Brownies edito da Parragon Books Ltd.
Ecco la traduzione della mia esecuzione (non ho usato il bourbon nell'impasto e l'estratto di menta per la salsa)

Mint julep brownies cakes
burro 175 gr
farina bianca 125 gr
lievito 6 gr
cioccolato fondente 150 grammi
uova 2
zucchero grezzo di canna -dark muscovado- 200 gr
menta fresca tritata 1 cucchiaio
(facoltativo: 3 cucchiai di bourbon)
germogli di menta per decorare
per la salsa
cioccolato fondente 115 gr
panna 125 ml
(facoltativo: 1 cucchiaio di estratto di menta)
Preriscaldare il forno a 180° e predisporre uno stampo foderato con carta forno di 28 x 18 cm.
In un pentolino fondere il burro e il cioccolato mescolando con un cucchiaio. Togliere dal fuoco.
Montare le uova con lo zucchero, unire la menta tritata, incorporare farina, lievito e la crema di burro e cioccolato.
Versare il composto nello stampo e cuocere per 30 - 35 minuti.
Dopo la cottura lasciare riposare almeno 15 minuti prima di rimuovere dallo stampo e tagliare le porzioni desiderare (quadrati o rettangoli).
Per la salsa fondere il cioccolato nella panna tiepida mescolando sino ad ottenere la giusta densità (aromatizzando con l'essenza di menta). Servire decorando i brownies con la salsa e il ciuffetto di menta fresca.

Da rifare! Ideale per coccolarsi la domenica :-)


domenica 19 settembre 2010

Yogurt dolce al vapore

bhupa doi: yogurt dolce al vapore

Che bello ritrovare un attimo per aggiornare il blog!!! Prima di iniziare a scrivere però vorrei salutare e ringraziare tutti coloro che sono passati quest'estate e anche chi ha ulteriormente contribuito alla raccolta di ricette :-)

L'anno scorso facendo una ricerca in rete sulla cucina indiana mi sono imbattuta in una graziosa dispensa con ricette particolarmente interessanti che rendono omaggio alla complessità dell'India. Per evitare di perdere il link mi ero anche stampata le pagine ... che sono andate a rimpinguare il ricco elenco della lista delle cose da provare ... sino a ieri :-D
Ho iniziato a provare le ricette dal fondo ovvero sono partita dal dessert bhupa doi o meglio yogurt dolce al vapore.
Vi riporto (copiandola pari pari) la ricetta proposta dallo chef Atul Kochhar e dopo aver degustato il fresco dessert, in uno scampolo di bel tempo ancora estivo, voglio sbirciare le vostre ultime novità :-)
Bando alle ciance mettiamoci ai fornelli!

4 porzioni

200 ml di latte condensato

200 ml di yogurt naturale denso o yogurt greco

10 g di pistacchi a scaglie

10 g di uva passa (fatta rinvenire in acqua tiepida)

1 pizzico di cardamomo in polvere


Miscelate gli ingredienti con una frusta e adagiate il composto negli stampini foderati con carta da forno, aiutandovi con un cucchiaio. Collocate gli stampini su una teglia da forno che riempirete per metà con acqua calda. Preriscaldate il forno a 150°C e fate cuocere a bagno maria per 40-50 minuti.

Servite i dessert ben freddi, presentandoli con bacche estive e granita alla fragola.



giovedì 5 agosto 2010

Canterbury: The Goods Shed

Il lungo fiume Stour ci ha riservato lo spettacolo di giardini molto curati (Westgate Gardens) in cui passeggiare prima di proseguire verso una nuova tappa del nostro viaggio. Accanto alla stazione ferroviaria di Canterbury, nell'ex capannone merci ristrutturato, abbiamo raggiunto il mercato dei produttori locali chiamato The Goods Shed con il Farmers Market e la Food Hall.

C'è veramente un po' di tutto, esattamente come per un piccolo mercato rionale dove si possono trovare frutta e verdura del Kent, uova fresche, latte fresco e poi terrine, torte, formaggi, insalate, pane e dolci appena sfornati da portare via o da consumare direttamente ai tavoli posizionati in mezzo ai venditori. Si possono trovare anche ottime birre artigianali e una carta dei vini di ampia scelta.
Subito dietro i banchi che espongono i prodotti freschi si trova il ristorante a chilometri zero che propone una cucina britannica moderna utilizzando gli ingredienti freschi di stagione che arrivano dal mercato stesso. Si legge sulla lavagna la proposta del giorno e si può pranzare con dell'ottimo cibo in un'atmosfera piacevole e rilassante. I prezzi per due portate si aggirano intorno alle 25 sterline bevande escluse.




Solitamente da turisti si può fare solo una perlustrazione dei mercati, in questo caso invece si ha l'occasione di gustare in loco la freschezza dei prodotti. Veramente una bella idea realizzata in un contesto suggestivo! Vedere il panettiere che passa le forme di pane appena sfornato in ceste di vimini alla cameriera del ristorante non ha prezzo ...


The Goods Shed

Station Road West
Canterbury
CT2 8AN

Canterbury: Deeson's British Restaurant

mains: (primo piano) duck served with broad beans and cabbage e
(sullo sfondo) a rib eye steak with button mashrooms and tomato chutney

Canterbury in questi giorni e' gremita di turisti, oltre alla lingua inglese si possono sentire conversazioni in spagnolo, in francese e in italiano... E' capitato involontariamente di ascoltare un signore italiano che si lamentava del caffè lungo e due professoresse inorridite della cena della sera precedente ... Mi chiedo: possibile che nel 2010 si debba per forza cadere nei luoghi comuni che all'estero si può solo mangiare male!?! Sfruttando internet non ci si può organizzare con un minimo evitando di "inciampare" nella ristorazione improvvisata (si possono conoscere orari, menù, prodotti tipici, prezzi, ecc...) Perché anche all'estero non possiamo "scoprire" il localino giusto di cui avere un'ottimo ricordo per qualità dei prodotti e cortesia nel servizio?

Proprio grazie alle recensioni nella rete abbiamo avuto il piacere di cenare da Deeson's British Restaurant in Canterbury che propone alla carta un menù del giorno. Servendo (così recita il cartellone all'esterno) il meglio dei prodotti stagionali britannici. Scegliendo tra gli antipasti, i piatti principali e i dessert si può cenare con tre portate con un budget che va dalle 26 alle 32 sterline circa (bevande escluse). Grande qualità dei prodotti, sapori autentici e ben definiti con la giusta leggerezza. Disponibilità e grande cortesia del personale: ho chiesto un antipasto al 100% vegetariano (non presente in carta) e mi hanno portato una gustosa insalata con verdure miste, invitanti, a partire dalla presentazione.

vanilla cheesecake served with toffee sauce

Per maggiori dettagli vi lascio il link del loro sito che attraverso foto e un video simpatico riporta esattamente le atmosfere del locale.

Deeson's British Restaurant

25 - 26 Sun Street
Canterbury
Kent (Uk)
CT1 2HX

mercoledì 4 agosto 2010

Canterbury

Canterbury: River Stour

Se mancano le idee, le ispirazioni e le buone energie occorre mettersi in viaggio armati di occhi nuovi di chi ha voglia di scoprire e di essere curioso.
Canterbury (link in inglese qui) nel Regno Unito offre una buona dose di storia e di vita da sfogliare. Ognuno potrà trovare le sfumature che cerca passando dall'architettura, alla natura, dal paesaggio che ripropone i trascorsi storici a tutto ciò che è tecnologico e contemporaneo.
La città di Canterbury si trova a sud est nell'isola britannica e precisamente nella bella contea del Kent.
Canterbury: Westgate Towers
Passeggiando nelle vie del centro (St Peter's Street, High Street) si raggiunge facilmente la famosa Cattedrale dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco. Accanto alla proposta culturale non mancano occasioni per rilassarsi e divertirsi curiosando nelle vetrine dei negozi.
Non mancano certo le tentazioni gastronomiche. Sin dal mattino le vie sono percorse dal profumo del pane, dei dolci, ecc... a sottolineare le lavagne nere che a caratteri cubitali propongono menù per colazione, pranzo e cena.

sabato 31 luglio 2010

Buona estate!


Il caldo afoso ci ha fatto abbandonare i fornelli anche se l'abbondante frutta e verdura di stagione ci permette di preparare insalate invitanti e macedonie freschissime .... per cui vi lascio un saluto in attesa di trovare nuove ispirazioni verso l'autunno :-)

La stanchezza è tanta e anche se sto ancora lavorando vorrei essere al mare ... e per questo mi è tornato in mente lo scatto della spiaggia di Tenby del 2008. Vi lascio l'impronta sulla sabbia come cartolina per un arrivederci a presto.

Buona estate a tutti!!!

domenica 11 luglio 2010

Grigliata estiva in salsa yakitori

quaglie alla griglia con salsa yakitori

Dopo aver sconfitto l'influenza corredata da una fastidiosa febbre che mi ha letteralmente tolto le forze ... abbiamo deciso di celebrare l'estate (finalmente calda estate!) con un bel menù alla griglia da dedicare alla raccolta Fuoco alle griglie! di Al cibo commestibile di Genny.
Volevamo preparare qualcosa di speciale e l'ispirazione è partita dagli spiedini di pollo giapponesi veramente saporiti e sfiziosi! Così la salsa yakitori ci è servita per arricchire le quaglie grigliate e gli arrosticini (spiedini di agnello). Per le dosi ho incrociato le ricette trovate sui miei libri di cucina oltre a una sbirciatina in rete ... e tra le altre cose ho scoperto questo divertente video in cui l'aiuto cuoco è un barboncino :-D

Ma bando alle ciance e fuoco alla griglia!

Salsa yakitori
shoyu (salsa di soia) 1 tazzina
sake 1 tazzina
mirin 1 cucchiaio*
zucchero di canna grezzo 1 tazzina
miele d'acacia 1 cucchiaio
zenzero fresco 2 cm
In un pentolino mescolare gli ingredienti e aggiungere il pezzo di zenzero fresco pelato. Lasciare cuocere a fuoco moderato per 10 minuti. Spegnere e lasciar raffreddare il composto.
(*non avevo in dispensa il mirin per cui l'ho omesso).

arrosticini alla griglia in salsa yakitori

Quaglie e arrosticini alla griglia in salsa yakitori
con bocconcini di verdure grigliate
quaglie 4
arrosticini 20
olio e.v.o
rosmarino tritato
sale marino
salsa yakitori
zucchine 2
peperoni 2
basilico e prezzemolo
Incidere le quaglie sulla schiena e aprirle. Sistemare le quaglie e gli arrosticini in un contenitore e condirle con olio e.v.o. e rosmarino tritato e lasciar marinate un paio di ore.
Nel frattempo iniziare ad accendere la carbonella per raggiungere la giusta temperatura.
Tagliare le zucchine a fettine con spessore di circa mezzo centimetro e i peperoni a metà e procedere alla cottura sulla griglia. Una volta cotte lasciare riposare qualche minuto. Procedere pelando i peperoni ricavando delle listarelle e poi dei rotolini. Le zucchine devono essere tagliate a pezzetti in proporzione ai rotolini di peperone. Condire le verdure con olio e.v.o. sale marino e un trito di basilico e prezzemolo. Con l'aiuto di spiedini comporre i bocconcini completando con una fogliolina di basilico.
Iniziare a grigliare la carne. Verso fine cottura togliere la carne dalla griglia e spennellare con la salsa yakitori. Rimettere sul fuoco altri 5 minuti e poi si ripete l'operazione spennellandoli nuovamente di salsa e si rimettono sulla griglia sino a completare la cottura. Prima di servire a tavola si spennella ancora una volta.
Accompagnare le quaglie con una insalatina verde e frutti di bosco.

bocconcini di verdure grigliate
Che ne dite? Vi abbiamo tentato?
Vi manca il dolce per finire? Ok, vi confessiamo che abbiamo concluso degnamente con fette d'ananas grigliato (deliziosa crosticina caramellata) e gelato ... ma questa è un'altra storia :-)

venerdì 25 giugno 2010

Le nostre ricette di cucina piemontese


Dopo esattamente un mese la lancio della raccolta delle vostre ricette di cucina piemontese ecco il post dedicato con tutti i link. Visto che come al solito il tempo è tiranno mi affido anche alla vostra lettura per il controllo finale ... se manca qualcosa segnalatemelo :-)
Mi sono divertita a rileggere attraverso i vostri occhi i ricordi suscitati dalla preparazione delle ricette: i profumi e i gesti ripropongono sensazioni che arrivano da esperienze del passato ritrovando nuove passioni!
Osservando la ricetta più gettonata ovvero il bunet, si capisce che delle nostre ricette tradizionali rimane il ricordo del nostro lato dolce :-)))
Ecco tutti i partecipanti con le loro proposte vi preciso che per chi ha la sezione cucina piemontese ho messo direttamente il link che le comprende tutte e poi ho indicato anche una sezione con i prodotti tipici. Se volete aggiungere altro segnalatemelo!!!

Friciula di Che gusto sa??? Soma d'aj di Il cucchiaio di legno Carne cruda di Fassone battuta al coltello di Feelcook Bagna cauda di Crumpets & co Bagna cauda di topinambour di Cucina e Cantina Bagna cauda dell'arciprete di Fiordilatte Cusot al brusc di Comida de mama Cusot al brusc di Parentesi culinaria Tonno di coniglio di Ti cucino così.. Filetti di peperoni alle acciughe di Le biscuit a soupe Il risotto al Barolo di Lilly in the kitchen Risotto con la quaglia di Timo e maggiorana La panissa vercellese di Timo e maggiorana Gnocchi di Che gusto sa??? Brasato al Barolo di Any secret ... Bunet di Katia&Kitchen Bonet & Bonet 2009 di Con un poco di zucchero Bonet di Chiunque può cucinare Bonet di La zuppa di bottoni Il bonet con variante di Timo e maggiorana Le paste di meliga di Il gatto ghiotto Melighe di Le ricette perfette Pesche ripiene di Senza perdere la tenerezza le Pesche ripiene di Le biscuit a soupe Ricerca sulla tirà di Il blog di Norma Baci di dama di Maetta di Che gusto sa??? i Baci di dama di Cook and the city e gli Amaretti morbidi di Cook and the city Zabaione di Japan the wonderland

Le ricette piemontesi de Il giardino dei ciliegi (tirà, coniglio con i peperoni, bunet, fritto misto, insalata di erbe spontanee, bollito misto, bagna d'infern, cioccolata, neve zucchero e limone, tajarin, carne cruda, flan di peperoni, vitello tonnato, lingua in giardino, insalata russa, carne cruda all'albese, tartufi neri di cioccolato, agnolotti al plin, pesche ripiene, zucchini in carpione, flan di spinaci, polpette, torta di nocciole, frittelle acacia e sambuco, baci di dama, polenta concia, bagnetto verde, polenta e civet, livertin, gnocchetti al Raschera, peperoni e salsa tonnata, mattone al cioccolato, risotto al verde)
Le ricette piemontesi di Castagna-Kitchenette Confidential (bollito, salsa verde, caponet, carne cruda, riso e rape, biscotti al latte, brut e bun, risotto topinambour)
Le ricette piemontesi de La mia cucina (trippa, tonno di coniglio, flan di peperoni, risotto al Castelmagno, carne cruda, fritto misto, torta nocciole)
Le ricette di Cucina piemontese

Prodotti tipici segnalati

Salsiccia di Bra di Chiunque può cucinare
Il porro di Cervere di Comida de Mama
La fragola profumata di Tortona di Il luppolo selvatico
Formaggio Montebore di Il luppolo selvatico
La robiola di Cocconato di Fior di latte
Raschera d'Alpeggio di Fior di latte
Tradizioni
La rusa' d'sanpeder di Ti cucino così ..

mercoledì 23 giugno 2010

Agretti

bruschetta di agretti

Che bello! Nella cucina del giardino sono arrivati gli agretti, freschissimi, direttamente da Cervere pronti per essere cucinati e declinati in molti modi ... non solo da contorno!
Per raccontarvi qualcosa in più posso dire che assomigliano molto all'erba del cucco ovvero hanno la caratteristica di avere il sapore deciso delle erbe spontanee.
Con la bella scorta ho pensato di utilizzarli anche in una torta salata e di saltarli come "sugo" per condire della pasta integrale.
Quella di oggi non è una ricetta ma un'idea di come utilizzarli. Dopo averli privati degli steli più grandi li ho sciacquati bene e li ho scottati in acqua bollente salata. Per fermare la cottura li ho raffreddati in acqua e ghiaccio per mantenere intatto il verde brillante. Dopo averli scolati bene li ho conditi con olio e.v.o. non filtrato e sale marino. Li ho accompagnati con del buon pane tostato.
Per una bruschetta ancora più sfiziosa? Usare la base descritta prima e aggiungere una fetta di pesca noce ben matura e un cubetto di tofu marinato piccante. Slurp!

Che dire?
Grazie Matteo :-)

ps. il pane tostato sulla griglia mi ha fatto ricordare della raccolta di Genny così ho aggiunto il banner del contest Fuoco alle griglie di Al Cibo Commestibile. Potete fare un salto da lei per il regolamento :-)

lunedì 21 giugno 2010

Cremoso alla liquirizia

cremoso alla liquirizia

Proviamo a celebrare l'inizio dell'estate? Le temperature negli ultimi giorni si sono drasticamente abbassate e pioggia (e nebbia !?!) ci hanno sorpreso quando avevamo deciso di fare il cambio di armadio sfoggiando con piacere le prime maniche corte :-)
Ma non ci arrendiamo, lucidiamo "la gelatiera" e la prepariamo psicologicamente ad affrontare i dessert della bella stagione.
Vi lascio la ricetta del gelato cremoso alla liquirizia che ho pensato di proporre in versione finger con il bicchierino di cioccolato fondente (slurp!). Si tratta di un mio adattamento del suggerimento che ho trovato nel libricino che accompagna la gelatiera :-)

Cremoso alla liquirizia
panna fresca 200 gr
latte intero 200 gr
zucchero di canna 90 gr
liquirizia purissima 2 gr + quella per decorare
bicchierini di cioccolato fondente (facoltativo)
In un tegame portare a bollore il latte con lo zucchero, togliere da fuoco e incorporare con una frusta la liquirizia precedentemente ridotta in polvere nel mortaio.
Lasciare rafreddare e riporre in frigo. Quando è ben fredda unire la panna e versare nel cestello della gelatiera. In 25-30 minuti si otteniene il gelato cremoso che si può servire nature o arricchito con un pizzico di liquirizia.

lunedì 14 giugno 2010

Tricolore


cosa ti regalo?

Sono in piena fase "biscottifera" con discreta soddisfazione e vi volevo tenere aggiornati. Magari pensate che non sto cucinando nulla ... :-P
A parte la mia ricetta già postata dei cookies mi sono lasciata ispirare dalla rete e per incontrare i gusti di tutti ci sono anche due ricette vegane!
Accanto al nome della ricetta vi metto il link dell'autrice così potete fare un salto direttamente da loro (e da me) per vedere ingredienti e realizzazioni. Questa volta sono stata abbastanza diligente seguendo le istruzioni ... tranne per l'ultima: per le ciambelle al vino ho scelto un vino con il pedigree ...
.
Biscotti croccanti all'avena dei Cuochi di carta
Cookies al doppio cioccolato e mandorle de Il giardino dei ciliegi
Dolcetti al cocco di Blueberry mood (vegan)
Ciambelline al vino ... Barolo di Alex di Foto e Fornelli (vegan)
.
Visto che si parla di regali e regalini, cosa sarebbero i pacchetti senza piccoli biglietti, cartoncini o CartoNine per annotare i nostri auguri e i nostri pensieri?
Avete letto bene ho scritto le CartoNine! Per chi, per caso, ancora non le conoscesse le CartoNine nascono dai delicati tratti Nina che disegna e scrive la poesia della vita. Se volete incontrarla passate da qui.
.

E per finire cosa mi posso "regalare" questa sera per cena? Io voto per l'insalatina zucchine, feta e fragoline di Virginia e per la caprese di fragole di Sara B ... tanto per rimanere sul tricolore! :-D
Ma sono l'unica che "guarda le partite" cucinando?

giovedì 10 giugno 2010

Primavere

By Chivalries as tiny,
A Blossom, or a Book,
The seeds of smiles are planted-
Which blossom in the dark.

Da Gesta così minute,
Un Fiore, o un Libro,
Sono piantati i semi dei sorrisi-
Che fioriscono nel buio.

Emily Dickinson

dedicata a te

martedì 8 giugno 2010

Pickles

pickles
Ho immortalato l'ultimo barattolo (produzione estate 2009) prima di aprirlo e usarlo come ingrediente speciale per la mia adorata insalata di cous cous e verdure (il mio taboulè).
La ricetta dei pickles a rondelle mi è stata inviata da Imma di Caffeine for two: mi ha aiutato a gestire la super produzione estiva di cetrioli dell'orto. Grazie Imma!
Vi riporto le mie dosi adattandole al peso di verdura che avevo a disposizione.

Pickles a rondelle
(bread and butter)
cetrioli a fette 450 gr
cipolle 2
peperone verde 1/2
aglio 1 spicchio intero
sale marino 24 gr
zucchero 250 gr
aceto di vino 175 ml
curcuma 1/2 cucchiaino
semi di sedano 1/2 cucchiaino
semi di senape 1/2 cucchiaino
Affettati i cetrioli si mettono in un contenitore insieme alle cipolle affettate il mezzo peperone verde a pezzetti e lo spicchio d'aglio. Si aggiunge il sale e si copre con ghiaccio tritato. Si mescola e si lascia riposare per tre ore.
Trascorso il tempo di riposo si scola bene, si elimina l'aglio e si mette in una pentola con tutti gli altri ingredienti (zucchero, aceto, curcuma, semi di senape e sedano). Si porta bollore (in modo deciso per 5-6 minuti) e poi si invasetta in vasi sterilizzati scaldati in forno a 100°.
Si chiude con la capsula e si lascia capovolto 5 minuti e poi si rimette in posizione e si lascia raffreddare.

Volete anche dare un'occhiata alla mia insalata di cous cous, verdura e frutta?

Insalata di cous cous e verdure
cous cous
cipollotti
peperoni rossi e gialli
carote
pomodori maturi
melanzane grigliate
uvetta sultanina ammollata
albicocche essiccate a pezzetti
pickles
succo di limone-lime
olio e.v.o.
sale marino
origano, melissa, prezzemolo tritati
In un tegame stufare un cipollotto e aggiungere cubetti di peperone e carote; dopo averli leggermente salati si cuociono per circa 10 minuti. All'ultimo minuto si aggiungono melanzane grigliate (si grigliano a fette e poi si tagliano a cubetti) e prezzemolo tritato.
Condite il cous cous (se precotto seguire le indicazioni della confezione) con olio e succo di limone e di lime, e completare con le verdure saltate i pomodori a cubetti, uvetta e albicocche, i pickles tagliati a cubetti e un bel trito di erbe aromatiche.
Correggere a piacere con un pizzico di peperoncino o di pepe nero.

Buona subito e buonissima il giorno dopo!

La raccolta di ricette piemontesi prosegue e la parte divertente è scoprire tanti appassionati (di cucina e di vita!) e crogiolarsi anche nei loro ricordi :-DDD
Visto che l'iniziativa è nata un po' alla buona senza troppi regolamenti ... ho pensato di postare l'elenco delle ricette il prossimo 25 giugno dopo un mese dall'elenco dei foodblogger Piedmont addicted. Che ne dite? Ci sono altri che si vogliono aggiungere?
Rimanete sintonizzati vi tenteremo senza ombra di dubbio ...

domenica 6 giugno 2010

Cupcakes cacao e orzo con frosting allo yogurt

cupcakes cacao e orzo con frosting allo yogurt

Anche se oggi le temperature non invogliano a preparare un dolcetto al forno, non posso non trascrivere questa ricetta che ho fatto e rifatto con buona soddisfazione negli scorsi mesi. Le dosi che vi riporto sono una mia rielaborazione della ricetta dei "Velvet cupcake" preso da Jamie's America.

Cupcakes cacao e orzo con frosting allo yogurt
per 12 tortine:
burro 50 gr
zucchero di canna grezzo 150 gr
uova 2
sale marino un pizzico
cacao 2 cucchiai
orzo solubile 1 cucchiaio
farina bianca 150 gr
creme fraiche 200 gr
cremor tartaro (addizionato con bicarbonato) 8 gr
per il frosting:
yogurt denso home made o greco
vaniglia i semini
zucchero a velo
Scaldare il forno a 180° e preparare lo stampo con 12 pirottini per muffin.
Con lo sbattitore elettrico amalgamare accuratamente burro e zucchero, poi aggiungere le uova il pizzico di sale e la creme fraiche. Dopo aver mescolato farina, cacao e orzo e la polvere lievitante aggiungerla al mix degli ingredienti freschi. Dividere l'impasto nei 12 pirottini e cuocere per 20-25 minuti.
Nel frattempo mescolate lo yogurt denso con lo zucchero a velo (dolcificare a piacere) e i semini della vaniglia e lasciare riposare in frigo.
Quando i tortini sono cotti farli raffreddare. Al momento di servire decorare con lo yogurt aromatizzato alla vaniglia e finire con palline al cioccolato.

Posso segnalarvi anche un'altra ricetta super buona?
Provate questi croccanti e profumati biscotti con i fiocchi d'avena dei Cuochi di carta!

sabato 29 maggio 2010

Ricetta della tirà piemontese

Eccovi per la ricetta della tirà piemontese che potrà essere servita sia soffice sia tagliata a fette e tostata. Con le proporzioni che vi indico ho preparato un "filoncino" naturale da tagliare a fette e uno arricchito con l'uvetta. Dovete calcolare di avere una giornata a disposizione non tanto per i tempi di lavorazione quanto per le attese della lievitazione.
Vi indico la ricetta originale tratta da Quaderno di cucina della Famija Albèisa riportata come appuntata da Francesco Palma (1963) di Mango (Cn) con le mie precisazioni tra parentesi.

Tirà piemontese
(tratto da Quaderno di cucina della Famija Albèisa)
500 gr di farina (Manitoba)
130 gr di zucchero (grezzo di canna)
120 gr di latte
120 gr di burro
3 tuorli d'uovo
6 gr di lievito di birra
1 pizzico di sale
- Stemperare il lievito in poca acqua ed aggiungere 30 gr di farina e formare un nucleo di pasta morbida: porre a lievitare alcune ore in una scodella coperta da una tela in luogo tiepido (Io ho iniziato usando la ciotola del kitchen aid così non ho dovuto cambiare contenitore e mi sono fatta aiutare dall'impastatrice).
- Unire al prodotto lievitato 40 gr. di farina e poca acqua tiepida, impastare e porre a lievitare nella scodella con le stesse condizioni di temperatura di prima.
- Dopo alcune ore quando la massa avrà assunto un buon sviluppo, unire 180 gr di farina, 50 gr di zucchero, 50 gr di burro (fuso) e bagnare con parte del latte appena tiepido. Impastare nuovamente , indi porre in un recipiente foderato con una tela infarinata e sistemare in un ambiente con temperatura dai 30° ai 35° per tre ore controllando sovente (io ho continuato la lievitazione nel bicchiere dell'impastatrice, coprendo il contenitore con un telo e avvicinandolo ai fornelli dove stavo cucinando altra cose per cui la temperatura e il vapore delle pentole creavano l'ambiente per lievitare).
- A lievitazione avvenuta unire il rimanente della farina, dello zucchero e dare un pizzico di sale. Amalgamare nel mezzo della massa il tuorli d'uovo e il resto del burro liquefatto, il rimanente latte tiepido: incorporare con cura gli ingredienti sino alla giusta elasticità.
Tagliare in due la pasta per ottenere due tirà (filoncini) di circa 450-500 gr, porre su carta oleata, appoggiare su una teglia e lasciare lievitare al caldo (forno spento intiepidito, a un filoncino io ho aggiunto un pugno di uvetta passa ammollata prima di procedere con l'ultima lievitazione). Allorché la massa avrà superato il doppio del volume iniziale, praticare (se si vuole) 2-3 tagli in diagonale sulla bombatura superiore del dolce e cuocere sui 180°. Il dolce è pronto quando la superficie esterna assume una colorazione bruna.
(Da taluni prima di mandare in cottura di passava la superficie superiore del dolce la chiara d'uovo sbattuta, ma io ho saltato questo passaggio).
Per ottenere i crocion (fette biscottate) si affetta la tirà diagonalmente facendo delle fette di spessore di circa 2-2,5 cm. Porle in forno a biscottare ed estrarle quando la mollica sarà leggermente colorita verso il bruno. Conservarli in contenitori ermetici.

Vi lascio ancora un mio suggerimento: se la tirà fresca si tosta con il tostapane si ottengono fette croccanti fuori e ancora soffici all'interno da spalmare con deliziosa confettura fatta in casa, una colazione strepitosa!

Se volete propormi le vostre ricette di cucina piemontese andate a dare un'occhiata qui

martedì 25 maggio 2010

Parliamo di tirà, di crocion e di ricordi piemontesi


crocion
(sottotitolo: fette biscottate)

Se scrivo una parola in dialetto piemontese il primo dubbio che mi assale è : "riuscirò a farmi capire anche da chi non l'ha mai sentito parlare?" Però poi non riesco a farne a meno. Anche il suono delle parole rende tridimensionale il ricordo di profumi e sapori, l'inflessione dialettale pronunciata da un genitore, dai nonni o dagli zii restituisce esattamente quel momento in cui per la prima volta si assaggia un piatto della tradizione.
Assaporando la tirà o i crocion iniziano inevitabilmente i racconti dell'infanzia sia questa della mia generazione o delle generazioni passate, ognuno aggiunge dettagli legati alla sua esperienza. Si cerca di ricordare le personalizzazioni delle diverse famiglie o le differenze tra le abitudini di chi viveva in campagna o in città.
Mia mamma per esempio si ricorda che si preparava l'impasto nella cucina di casa e poi si portava dal panettiere per infornarle quando lui terminava di cuocere il pane.

La tirà prende il nome dalla forma allungata della "focaccia" dolce preparata con un impasto lievitato reso dorato dalla presenza del burro e dei rossi d'uovo con l'aggiunta delle uvetta sultanina. In origine (fonte: libro della Famija Albèisa) non prevedeva né uvetta né canditi ma i semi di finocchio. I crocion sono fette tostate ricavate dalla tirà semplice cotta nei giorni precedenti, con la biscottatura sono pronte per accompagnare una fumante tazza di latte o caffalatte.
Per la ricetta vi prego di aspettare il prossimo post ma prima di salutarvi vi ripropongo la lista dei foodblogger legati per nascita o per passione al Piemonte. Se volete allargare la voce mettendo il bannerino potremmo infittire le fila trovare altri da aggiungere alla lista :-)
Giada di Fior di Latte
Acquaviva di Acquaviva scorre
Marcella Aka Milo di Cazzarole
Loris e Roby di FeelCook
Valentina di Cucina e Cantina
Anastasia di Any secret ...
Silvana di Uvaromatica
Elisabetta di PaneMiele
Albicocca di Leatscookeat
Grazia di Cuoca per caso
Angelo di Grasso che cola
Giorgia di Le coin gourmand
Irma di Il blog di Irma
Katia di Katia&Kitchen
Fabrizio di Cucina Piemontese
Bread&Breakfast di My Life Love Food
Alesssia di Le biscuit a soupe

Visto che il patrimonio della tradizione è prezioso vi chiedo se avete voglia di parlare e di riproporre una ricetta piemontese preparata in famiglia o intervistare amici e parenti per scovare un loro ricordo legato alla cucina piemontese, oppure raccontare un vostro ricordo di villeggiatura tra trattorie, prodotti tipici ecc in terra di Piemonte.

Collezioneremo tutte le vostre ricette in un bel post ad hoc (si accettano suggerimenti per il titolo della RACCOLTA!!! :-D e non vedo l'ora di provare le vostre ricette) potete utilizzare i commenti per un link se avete il blog, oppure potete mandare una mail all'indirizzo (twostella[chiocciola]gmail[punto]com).

Aggiornamento! Ecco il link alla raccolta Le nostre Ricette di Cucina Piemontese
Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato con passione :-)
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