venerdì 23 dicembre 2011

Ultimi preparativi per Natale


Dunque, dunque ieri eravamo in alto mare (e un po' disperati) oggi si intravede la riva (lontana, anche con gli occhiali è ancora lontana, ma la intravediamo :-P) ... ecco lo stato dell'arte:

  • biscottini natalizi alla farina di mais (ricetta qui)  .... FATTO!
  • omini di pan di zenzero (ricetta qui) ... FATTO!
  • biscotti croccanti all'avena dei Cuochi di Carta (ricetta qui).... FATTO!
  • grog del Cavoletto (ricetta qui) prima infusione ... FATTA!
  • mince pie (qui) ancora DA FARE ... ma come si vede in alto (foto di repertorio de il Giardino) è già collaudata :-P


Domani si passa al confezionamento :-)

giovedì 22 dicembre 2011

Buone feste!


I preparativi per Natale sono ai minimi storici a causa di mancanza di tempo da dedicare agli extra ... confido enormemente di recuperare terreno nei prossimi due giorni. La lista delle cose da fare è lunghissimissima dovrò adottare una selezione in base alle priorità.
Tanto per iniziare ho deciso di partire dal centrotavola: osservando il colore della carta dei cioccolatini sono stata ispirata e ho creato una corona degli auguri da completare con una bella candela :-)
L'occorrente? Una coroncina di legnetti-vimini, nastrini colorati delle tonalità del cioccolato e dorati, un goccio di colla a caldo e il gioco è fatto! Con il vantaggio che a fine pasto i cioccolatini sono pronti per accompagnare una buona tazza di espresso.

Tanti, tantissimi auguri di Buone Feste a tutti voi che passate a trovarci!!!!



giovedì 3 novembre 2011

Raviolo con tuorlo morbido di quaglia al burro aromatico


Qui si ritorna ad uno scatto che ha ben tre anni di vita, uno scatto non in cerca d'autore ma di ricetta ... e visto che questi ravioli sono una delizia non potevo esimermi dall'annotare ingredienti e preparazione.
Le dosi sono ad occhio, seguendo l'ispirazione abbinando sapori e suggestioni. 
L'antefatto parte da un grande classico che ho avuto il piacere di assaggiare, realizzato proprio da Valentino Marcattilii. Un primo piatto sontuoso e ricco, eseguito con maestria tanto che ne ricordo il gusto a distanza di anni :-)

giovedì 27 ottobre 2011

Cartoline d'autunno


Che periodo intenso! Mi spiaceva continuare a vedere il post dell'undici ottobre abbandonato a se stesso ... occorreva dare segno di vita :-)
Per farlo, vi lascio una cartolina. Uno scatto di una cascina in montagna, scattata nell'ottobre 2011 ma che ha il sapore dei tempi passati.
Un caro saluto

martedì 11 ottobre 2011

Marble cupcake & vanilla buttercream icing



I cupcakes spopolano, e la loro bellezza e bontà conquistano ogni giorno tanti golosi a tante latitudini :-)
Mille forme, mille gusti e mille colori, di fronte ai tortini decorati torniamo bambini e ci lasciamo tentare.
Per il mio primo vero e proprio cupcake ho scelto dei sapori moooolto classici come il tortino marmorizzato (marble cake, gusto vaniglia e cacao) con una glassa fondente al burro e vaniglia (da urlo!). Se si volesse rispettare la tradizione, la glassa dovrebbe essere applicata sul tortino con la spatola ... ma io subisco il fascino indiscreto della bocchetta a stella :-)

lunedì 10 ottobre 2011

Gewürzrotkraut: crauti rossi speziati e buonissimi


Gewürzrotkraut: crauti rossi speziati

Sino all'altra settimana non avevo mai assaggiato la cucina tedesca (originale) ma grazie ad una incursione lavorativa a Monaco di Baviera finalmente ho avuto occasione di scoprire anche la Germania a tavola :-) 
Per fortuna essendo invitata non ho avuto l'imbarazzo di leggere il menù ... non sapendo una parola di tedesco avrei sicuramente avuto qualche problemino...

venerdì 7 ottobre 2011

81^ Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba

uovo al tegamino, burro e tartufo bianco d'alba

Ci siamo! Si aprono le danze per la 81^ Fiera internazionale del Tartufo Bianco d'Alba (8 ottobre - 13 novembre 2011) più di un mese denso di appuntamenti ed eventi che ci accompagneranno in questo inizio di autunno! 
Qui trovate giorno per giorno tutto il calendario della Fiera oltre a tante informazioni utili. 
Qui invece il link al sito dell'Ente Fiera per approfondire le notizie.

Accanto agli appuntamenti classici vi segnalo :
  1. La maratona Fenogliana (un occasione per conoscere meglio l'autore albese Beppe Fenoglio, link terre alte), 
  2. Le Langhe di Camillo Cavour dai Feudi all'Italia Unita (Una mostra degli anni “cavouriani” e un circuito turistico nelle Langhe e Roero di memoria risorgimentale, mostra molto interessante che ho visitato). 
  3. Un altro evento, che mi ha solleticato e che mi piacerebbe vedere, sono I Sabati Foodies ad Alba (Alba Saturday for foodies) dove i grandi prodotti di Langhe e Roero sono presentati agli appassionati in accompagnamento ai grandi vini del territorio.
Date un'occhiata anche voi e organizzate una gita fuori porta, un week end romantico: le proposte sono per tutti i gusti gastronomici e culturali!

Buon week end a tutti :-)

giovedì 6 ottobre 2011

Ravioli con "la cresta", cacao amaro e Valencay


Vi ho vagamente accennato agli ultimi esperimenti in materia di pasta fresca!?! 
A chi era sfuggito ricordo l'esperimento con i ravioli di foggia classica con ripieno di purè di fagioli bianchi a cui ho sottratto un po' di pasta e l'ho addizionata (detto fatto) con cacao amaro. Ne ho ricavato una aromatica sfoglia dal color cioccolato. Poi ho applicato una strisciolina di questa sfoglia al cacao al centro di una sfoglia "normale" e l'ho ripassata alla sfogliatrice (scatto numero 7).
Per ottenere la crestina ho usato lo stampino più piccolo del taglia e chiudi raviolo (quello che serve anche per fagottini, panzerotti)
Carini vero? 
Non so se questo formato di pasta abbia un suo specifico nome, per cui ho digitato su Google "ravioli con cresta" e la rete mi ha consegnato l'idea per un altro tipo di pasta ripiena che voglio provare: i galletti (una sfoglia chiara da un lato e una rossa dall'altro con il ripieno a base di luganiga, zafferano e patate). Esperimento che rimando ... al prossimo attacco impastatore.
Ah, mi sono dimenticata il ripieno!
Visto che siamo essenziali solo un pezzettino di formaggio Valencay (Aop), ovvero formaggio di capra a pasta molle con latte crudo di produzione francese (per qualche informazione in più qui dal sito del produttore) ma non escludo di provare anche il ripieno di formaggio fresco. 
La nota del cacao con il formaggio è strepitosa, e ho messo solo un goccio di olio e.v.o. a crudo  per condirli, per non coprire l'aromaticità del cacao e il cremoso e sapido ripieno.

mercoledì 5 ottobre 2011

Ravioli con cuore di fagiolo bianco di Spagna

ravioli con cuore di fagiolo bianco di spagna

Farina e uova ... niente di più. La pasta fresca, di per sé, ha ingredienti semplici, ma per eseguirla a regola d'arte bisogna provare e riprovare per affinare l'esperienza. Errore dopo errore, si acquisisce la giusta manualità per padroneggiare la sfoglia.
Dopo le fettuccine, la seconda lezione è sui ravioli. La sfoglia deve essere appena più sottile rispetto alle lasagne-fettuccine, più rustiche, in modo da sovrapporre i fogli e custodire il ripieno.
Il mio ripieno preferito è quello super classico "al plin"(n.d.r. agnolotti del plin, ovvero del pizzicotto, nome che hanno preso dalla tecnica di chiusura dell'agnolotto dove viene pizzicata la sfoglia) ma nulla vieta di scatenare la fantasia e inventarsi una nuova sorprendente farcitura :-)
Ragionando sulla pasta e fagioli (perfetta per i prossimi freddi!) mi è venuta l'idea di creare un ripieno  morbido e profumato usando pochi pochissimi ingredienti.

A) Sfoglia per ravioli
Ingredienti
farina bianca 00 250 gr
farina di grano duro rimacinato 250 gr
uova fresche biologiche 5
acqua fredda se occorre
olio e.v.o. 2 cucchiai
sale marino integrale fino 1 cucchiaino
Mettere nella planetaria, con il gancio da impasti, le farine, il sale e l'olio e.v.o. e aggiungere le uova una a una. Se le uova fossero piccole, e se l'impasto non raggiunge la giusta elasticità aggiungere un goccio d'acqua. Dopo 5 minuti circa l'impasto si compatta e occorre lasciar riposare il panetto per circa 30 minuti (mettere in un sacchettino di plastica per non lasciar seccare la superficie).
Tagliare a fette e passare, ripiegando a metà, 5-6 volte sul tasto 1; 2 volte sul tasto 3; 2 volte sul tasto 7. Preparare due sfoglie alla volta. Con due cucchiaini posizionare a intervalli regolari il ripieno su una sfoglia (facendo due file). Posizionare una sfoglia sopra l'altra, con i polpastrelli cercare di far aderire senza creare bolle d'aria.

B) Ripieno ai fagioli bianchi di Spagna
Ingredienti
fagioli bianchi di Spagna
olio e.v.o
sale marino fino
pepe nero
foglioline di salvia fresca
Ammollare i fagioli per 12 ore e lessarli in acqua salata (io aggiungo con un pezzettino di alga kombu) per 1 ora e mezza circa. Spegnere il fuoco e sgocciolarli quando l'acqua è raffreddata. In un contenitore mettere i fagioli insaporendoli con sale e pepe, e foglioline di salvia fresca e irrorare con abbondante olio d'oliva extra vergine. Lasciare marinare per 12 o 24 ore per aumentare l'aromaticità (vedi qui i fagioli in marinatura). 
Passare i fagioli, l'olio e la salvia al passaverdure per eliminare la pellicina esterna e utilizzare la purè, molto compatta, per farcire i ravioli.

A + B e sugo! Lessare i ravioli dal cuore di fagiolo bianco di Spagna in abbondante acqua salata e condire con una passata di pomodoro, ben ristretta, aromatizzata con un trito di basilico fresco (procedimento della passata qui) e un giro d'olio e.v.o. a crudo.

Mentre vi gustate i ravioli, godetevi la favola di Jack e la pianta di fagioli :-)

sabato 1 ottobre 2011

Fettuccine alle zucchine (ricettario anni '60)

fettuccine alle zucchine

Se guardo il calendario non posso che constatare che oggi è il primo di ottobre, ma questo inizio di autunno dalle temperature estive permette di raccogliere le verdure come se fossimo ancora nella bella stagione. Ed ecco che dotazione della cena delle belle zucchine tenere con annesso fiorellino :-)
Prendo l'occasione per pubblicare un'altra ricetta del mio periodo adolescenziale, e dopo le crêpes, ecco le fettuccine!
La ricetta è tratta da un preistorico libro della fine degli anni '60, la mia prima bibbia da principiante, "Il Buongustaio, Liebig"che si prefiggeva "con le sue seicento ricette" di alimentare "il desiderio conviviale assopito dalle fatiche e dal logorio di questa nostra vita moderna"... insomma guardando i telegiornali di questi tempi abbiamo proprio bisogno con le ricette cucinate con amore  "di contribuire al benessere e alla serenità dell'individuo e della famiglia".
Visto che ci sono tracce nel web, tra voi lettori ci sono altri che l'anno utilizzato?
Vi ricopio la ricetta originale di pag.31, ma annoto che allora la preparavo con la pasta lunga di grano duro (bavettine, fettuccine, spaghetti) e mettevo mezzo dado sbricciolato negli zucchine per dare maggiore sprint, ma oggi non lo utilizzo più, conto sulla freschezza della verdura per insaporire al punto giusto la pasta :-)

Fettuccine agli zucchini
Ingredienti
fettuccine mezzo chilo
cipollina mezza
olio (e.v.o.)
burro
sale
pepe
zucchini di media grossezza tre (o zucchine)
parmigiano
Cuocere mezzo chilo di fettuccine in abbondante acqua salata e scolare. In un padellino, per la preparazione del sugo, mettere olio e mezza cipollina tagliata sottile, quindi fare imbiondire (appassire lentamente). Aggiungere gli zucchini tagliati a fettine (io ho sempre preferito grattugiarle con la grattugia a fori più grandi, appoggiando lo zucchino dal lato lungo per ottenere i fili più lunghi), sale e pepe e terminare la cottura a fuoco basso (bastano 4-5 minuti)
Condire le fettuccine accompagando con parmigiano grattugiato.

Fettuccine fresche
Ingredienti
farina bianca 00 400 gr
farina di grano duro rimacinato 400 gr
uova fresche biologiche 5
acqua fredda 200 ml
olio e.v.o. 2 cucchiai
sale marino integrale fino 1 cucchiaino
semola per infarinare la spianatoia
Mettere nella planetaria, con il gancio da impasti, le farine, il sale e l'olio e aggiungere le uova una a una, e l'acqua poco alla volta. Dopo 5 minuti circa l'impasto si compatta e occorre lasciar riposare il panetto per circa 30 minuti (mettere in un sacchettino di plastica per non lasciar seccare la superficie).
Tagliare a fette e passare, ripiegando a metà, 5-6 volte sul tasto 1; 2 volte sul tasto 3; 2 volte sul tasto 6. Allargare sulla spianatoia e lasciar asciugare per 30 minuti rigirando la sfoglia. Ritagliare le fettuccine con il rullo apposito, sistemare sulla spianatoia con un po' di semola-semolino per evitare che si attacchi all'asse. Girare le matassine più volte a distanza di tempo in modo da facilitare l'operazione di asciugatura.

giovedì 29 settembre 2011

Torta al cacao e fichi fioroni con riccioli di cioccolato

torta al cacao, sciroppo d'acero e fichi fioroni con riccioli di cioccolato

Ci sono ricascata!
Di nuovo una torta!?! direte voi ...
Ebbene sì! e a mia discolpa ammetto che le ricorrenze di settembre abbondano!
Altro giro di invitati altra torta :-)
Il cuore di confettura di fichi fioroni aromatizzata al limone ammorbidisce la friabile torta al cacao profumata allo sciroppo d'acero. Per decorarla ho usato un sottile strato di pasta di mandorle per il bordo esterno e per il top una bella acconciatura di riccioli di cioccolato :-D
Per i riccioli ho preso l'idea da Jamie Oliver: in una puntata di Jamie 30' ha decorato un dessert ricavando le sottili sfoglie utilizzando un coltello a lama liscia sul retro di una tavoletta di cioccolato. Basta appoggiare la lama sulla tavoletta di cioccolato, esercitare una pressione e trascinare il coltello verso di sé. Risultato una pioggia di riccioli da rilasciare, scapigliati, sul top della torta!

Torta cacao, sciroppo d'acero e fichi fioroni con riccioli di cioccolato
Ingredienti
burro 225 gr
zucchero di canna 225 gr
lievito per dolci 8 gr
sale marino un pizzico
farina bianca 175 gr
sciroppo d'acero 2 cucchiai
uova 4
confettura di fichi fioroni profumata al limone*
pasta di mandorle q.b. e zucchero a velo
panna fresca (+ 2 cucchiai di zucchero) montata 200gr
tavoletta di cioccolato fondente
Preriscaldare il forno a 180°. Montare a crema il burro ammorbidito a temperatura ambiente, con lo zucchero e il pizzico di sale utilizzando le fruste elettriche o il Kitchen Aid. Unire le uova una alla volta. A parte setacciare farina, lievito e cacao e unirle al composto montato. Aromatizzare con lo sciroppo d'acero. Imburrare e infarinare la tortiera da 28 cm, rovesciare e livellare il composto con l'aiuto di una spatolina.
Cuocere per 45 minuti. Verificare la cottura con uno stecchino, togliere la tortiera dal forno e dopo 5 minuti di riposo, capovolgerla su una gratella. Quando è completamente raffreddata si può tagliare a metà (tipo panino) e farcire con la canfettura di fichi.
Con l'aiuto del mattarello e dello zucchero a velo (serve a "infarinare" il matarello e il piano di lavoro per facilitare lo stendimento del panetto) ricavare una sfoglia di pasta di mandorle e ritagliare un nastro, a misura, per rivestire i bordi della torta. Coprire il top con la panna montata.
Le sottili sfoglie si ottengono con un coltello a lama liscia e una tavoletta di cioccolato. Basta appoggiare la lama sulla tavoletta di cioccolato (al contrario, ovvero dove non ci sono decori), esercitare una pressione e trascinare il coltello verso di sé. Risultato una pioggia di riccioli da rilasciare, scapigliati, sul top della torta!

*la confettura di fichi fioroni è home made (produzione estiva): per un chilo di fichi sbucciati e passati al passaverdure (per eliminare un po' di semini) ho aggiunto mezzo chilo di zucchero con la bustina del preparato per confetture (quella con 50% di zucchero rispetto al peso della frutta), il succo e la scorza di un limone. Le note agrumate hanno dato una sferzata in più al sapore dei fichi.

mercoledì 28 settembre 2011

Verrine orzo, fagioli dell'occhio e pomodorini confit

verrine orzo, fagioli dell'occhio e pomodorini confit

Confesso!!! devo sedare i miei sensi di colpa per "la botta di vita" della torta cioccolato e panna :-) 
Lo so, lo so non si può che consatare la sua sublime bontà. Buona era buona. Gli strati fraganti della torta che profumavano intensamente di cacao, la morbidezza della crema al cioccolato bianco e la leggerezza della panna non mi fanno separare dal suo ricordo ...
Vabbé, torniamo a noi e all'ideuzza di oggi :-P 
In fondo l'estate ci ha regalato un fine settembre straordinariamente mite (e io mi godo sino all'ultimo scampolo di sole e caldo!) per cui a pranzo abbiamo continuato con le insalate miste.
La sera preparo tutto, non resta che assemblare e, così, possiamo consumarle al volo nella pausa pranzo. Basta aggiungere la frutta fresca a fine pasto e il gioco è fatto.
Ho preso l'idea di abbinare i pomodorini confit ai cereali da qui, da Viaggiando Mangiando. I pomodorini confit sono una delle delizie dell'estate che amiamo proporre e riproporre :-)
Ecco la nostra insalata-idea. Mettiamoci ai fornelli

Verrine orzo, fagioli dell'occhio e pomodorini confit
Ingredienti
orzo
fagioli dell'occhio
pomodorini 
origano secco
timo fresco
sale marino integrale fino
zucchero di canna
olio e.v.o.
foglie di basilico fresco
rucola

Mettere i fagioli a mollo in acqua fredda la mattina. Alla sera lessarli per 35-40 minuti in acqua salata. Spegnere il tegame, mettere il coperchio e lasciar raffreddare durante la notte (al mattino sgocciolare e mettere in frigo). Cuocere l'orzo perlato secondo le indicazioni.
Tagliare i pomodorini a metà, sistemarli in una teglia antiaderente (o con carta forno) con il taglio verso l'alto. Condire con sale, zucchero (poco) origano e timo e un nonnulla di olio e.v.o. Cuocere in forno per un'oretta a 140° aprendo di tanto in tanto il forno per far uscire l'umidità. A fine cottura, spegnere il forno, aprire leggermente il forno e lasciarli riposare (al calduccio) sino al mattino.
Per l'insalata unire l'orzo, i fagioli dell'occhio, i pomodorini confit, un trito di basilico fresco, qualche foglia di rucola. Finire con un giro d'olio e.v.o. e un pizzico di sale.

L'insalata orzo, fagioli dell'occhio e pomodirini confit è l'ideale per essere un gustoso piatto Take Away  per cui mi sembra perfetta per il contest di Dolci a go go!!! di Imma :-)


ps: anche una fetta di torta può essere take away :-D

martedì 27 settembre 2011

I fondamentali: torta cioccolato e panna

torta cioccolato e panna

Gli Italiani hanno, dalla notte dei tempi, l'esigenza di schierarsi:  guelfi o ghibellini, destra o sinistra, o è bianco o è nero, ... Sembra quasi fisiologico. Ogni volta che si tratta di scegliere finiamo per essere inamovibili nella nostra idea: pro o contro di fronte a qualsiasi dilemma per piccolo o grande che sia.
In fondo la vita è una continua sequenza di sfumature di grigio e a volte occorrerebbe saper ascoltare e trovare il buono anche in chi è apparentemente lontano da noi. Nessuno è detentore della verità assoluta.
La cucina per questo è molto più democratica: mette insieme chiaro scuri, dolce e salato, morbido e croccante regalando sinfonie uniche :-)
L'abbinamento classico panna & cioccolato è inequivocabilmente uno di quei duetti irrinunciabili, compagno di molti festeggiamenti e molti momenti felici.
Mi sono ispirata a questa ricetta che avevo provato in passato e l'ho vestita di semplicissimi ciuffi di panna, irresistibili per piccini (e per grandi!)

Torta cioccolato e panna
Farcitura:
200 ml di panna fresca 
200 gr di cioccolato bianco a pezzetti 
Torta: 
250 gr di burro ammorbidito 
250 gr di zucchero di canna 
4 uova grandi 
175 gr di farina bianco 
8 gr di polvere lievitante per dolci (tartrato di potassio e bicarbonato di sodio)
55 gr di cacao amaro 
un pizzico di sale marino
Decoro:
400 gr di panna fresca
4 cucchiai di zucchero

Per la farcitura: scaldare la panna, senza portare a ebollizione. Spegnere il tegame e aggiungere il cioccolato bianco. Trasferire in una ciotola a raffreddare, poi coprire e raffreddare per 2 ore. Montare con le fruste.

Per la torta: con le fruste elettriche montare il burro e lo zucchero a crema. Unire gradualmente le uova. Setacciare la farina, lo lievito e il cacao in un'altra ciotola, poi unire al primo composto. Versare in uno stampo da 28 cm e cuocere in forno preriscaldato a 180 ° per 45 minuti. Raffreddare nello stampo per 5 minuti, per poi trasferire su una griglia sino a completo raffreddamento.
Tagliare la torta a metà e farcire con il ripieno al cioccolato bianco e panna.
Coprire la torta con ciuffetti di panna. Se volete ottenere l'effetto bianco nero: con la bocchetta disegnate i ciuffi di panna creando un decoro di una fila di ciuffi di panna.
Lasciare una fila vuota e riprendere il decoro alternato. Con il colino spolverizzare la torta con cacao e riprendere la bocchetta per completare il decoro mettendo i ciuffetti bianchi nelle file vuote.
Conservare in frigo.

Ehi, vi ho visto, ... volete allungare un dito per prelevare un ciuffo di panna!
:-D

lunedì 26 settembre 2011

La confettura di peperoncini piccanti di Milen@

confettura di peperoncini piccanti di Milen@

Il mio colore preferito è inequivocabilmente il rosso: per cui subisco il fascino indiscreto degli ingredienti e delle ricette dal colore rosso. Quando ho visto la ricetta di Milen@ non ho saputo resistere e ho dovuto provare la sua confettura di peperoncini piccanti che ha egregiamente accompagnato le nostre degustazioni di Cheese :-)
La confettura di peperoncini è sorprendentemente delicata, i piccoli pezzettini di peperoncini canditi perdono il carattere aggressivo della materia prima e si vestono di sapore e di equilibrata dolcezza. Con la cugnà, il miele d'acacia e la mostarda di Cremona entra di diritto nei miei preferiti sul tagliere del formaggio :-)
Ho copiato pedestremente il suo procedimento, piccole variazioni nelle dosi (dotazione forzata dell'orto) e nei passaggi per cui ecco la sua ricetta con le modifiche de il giardino!

Confettura di peperoncini piccanti di Milen@ Una finestra di fronte

Ingredienti
peperoncini piccanti 400 gr
zucchero 200 gr
limone 1 (succo)
Preparazione. Armati di guanti e pazienza, cominciare ad eliminare la miriade di semini che i peperoncini racchiudono all’interno, proteggendo le mani con i guanti ed affrontando stoicamente le esalazioni che causeranno tosse e lacrimazioni, soprattutto nella fase successiva, quando si sciacqueranno sotto l’acqua, per eliminare perfettamente tutti i semi.
Tagliare i peperoncini, spruzzarli con il succo di mezzo limone, ricoprirli con lo zucchero e portare ad ebollizione. Coprire la pentola e lasciar macerare tutta la notte al fresco (io li ho lasciati in infusione 6 ore).
L’indomani rimettere sul fuoco e portare ad ebollizione, schiumare e soprattutto non perdere di vista la cottura, in quanto in meno di mezz’ora la confettura sarà pronta (e se non si tiene sotto controllo, si corre il rischio che possa caramellare), quando cioè raggiunge la densità del miele (prova piattino: far cadere su un piattino, precedentemente riposto nel frigo, qualche goccia di confettura e se queste assumono una consistenza gelatinosa, è pronta, tenendo presente che a raffreddamento completo, la confettura diventerà più densa).
Prima di spegnere, frullarne 2/3 ed unirla al resto (se piace si può anche frullare tutta).

Grazie Milen@!

E siamo del colore giusto, rosso appassionato, per il contest della cucina di Barbara :-)


domenica 25 settembre 2011

Colazione della domenica: muffin e consigli per gli acquisti

asda toffee fudge muffin

Oggi niente cucina, niente fornelli!
Di tanto in tanto mi lascio prendere la pigrizia "cuciniera" e compro qualcosa di bello e pronto :-P Questa volta è un bel muffin che arriva direttamente dalla confezione take away del supermercato inglese Asda. E' un muffin con sciroppo d'acero con piccoli pezzetti fondenti di caramello, insomma una soffice delizia che ben si abbina al nostrano cappuccino (chiaro) con due dita di cremosa schiuma!
A proposito di shopping accanto ai farmers' market, durante le nostre incursioni britanniche non manca un giretto nella grande distribuzione. Negli anni abbiamo scoperto Tesco, Sainsbury's, Asda, Waitrose, ecc...

Per la serie provati per voi ho scoperto:
  1. il dispenser di pellicola per alimenti;
  2. i sacchetti per cibo e freezer con zip, compresi i sandwich bags (sempre con zip)
Ora direte, ha perso il senno ... Meglio argomentare :-)
  1. Easy Cut cling film dispenser: significa che se avete necessità di un pezzo di pellicola non dovete impazzire recuperando l'angolino del foglio, ingaggiare una lotta corpo a corpo con la confezione rischiando puntualmente di tagliarvi con la maledettissima bordatura dentellata (grrrrr!) La meravigliosa confezione trattiene l'inizio del foglio (linguetta), allungate la pellicola recuperando la misura necessaria e lasciate cadere la parte superiore (coperchio della confezione) e zac ... belle che tagliato senza problemi! Da Sainsbury's: prima confezione 3,49 sterline, ricarica da 60 m 1,99 sterline e abbiamo anche il filmato!
  2. food & freezer bags e sandwich bags con la zip: significa non avere gancetti e gancettini da arrotare alla sommità del sacchetto ma una comoda zip da aprire e chiudere più e più volte sia per conservare gli alimenti in frigo, sia in freezer. Le sandwich bags sono piccole e comodissime per le piccole porzioni o anche per conservare piccoli oggetti  (essendo trasparenti si vede benissimo il contenuto) Da Saintsbury's: 40 sacchetti piccoli con zip 2,00 sterline) Questa foto di un prodotto simile vi lascia capire come funzionano: basta far scorrere il pezzettino di plastica bianca per averli perfettamente sigillati.
Ok, ho finito il muffin e i consigli per gli acquisti di quest'oggi :-)

venerdì 23 settembre 2011

Super panino: Pane nero di Castelvetrano & Salsiccia di Bra


Super panino: Pane nero di Castelvetrano & Salsiccia di Bra

La gita a Bra di sabato scorso a Cheese 2011 ci ha dato la possibilità di acquistare due specialità una in arrivo dalla Sicilia per gli stand della manifestazione, l'altra tipica del Piemonte proprio di Bra.
La scheda che descrive dettagliatamente le caratteristiche del pane ci arriva direttamente da qui, il sito dei Presidi di Slow food, a cui aggiungo le mie personalissime sensazioni ovvero un pane vero, lievitato a regola d'arte con un gusto pieno dovuto alla tostatura, profumato (miele, cannella). Peccato averne presa solo una forma ...

Pane nero di Castelvetrano (Sicilia)
La forma è quella di una pagnotta rotonda, che in siciliano si chiama vastedda, la crosta è dura e color caffè (cosparsa di semi di sesamo), la pasta è morbida e giallo grano. Celebre in tutta la Sicilia, il pane di Castelvetrano è diventato negli anni sempre più raro e ha rischiato addirittura di scomparire per la sua particolarità di essere cotto esclusivamente nei forni a legna e di essere prodotto con grani siciliani macinato a pietra.
Il suo colore deriva dalla materia prima. Si impasta miscelando due farine, quella di grano duro siciliano e quella ricavata da un’antica popolazione di frumento locale, la tumminìa, entrambi integrali e moliti con macine a pietra naturali. Ed è proprio grazie alla rarissima tumminìa che il pane di Castelvetrano diventa nero e straordinariamente dolce e gustoso, con profumi intensi e un particolare aroma di tostato. Gli altri ingredienti sono acqua, sale e lievito naturale (lu criscenti, la madre). Prima della cottura l’impasto deve lievitare a lungo.
Ogni fornaio ha un vecchio magazzino ben areato dove far seccare la potatura degli olivi. Le fronde servono per alimentare i forni di pietra. Il fuoco – vivace e brillante – arroventa le pareti e la temperatura, nel punto più alto, raggiunge i 300°C. A fiamme spente si ripulisce accuratamente il forno con una scopa di palma nana (curina) dal manico molto lungo e si inforna il pane, che cuoce lentamente e senza fuoco diretto via via che la temperatura decresce. Quando il forno si è raffreddato, il pane è cotto.
Il Presidio Il Presidio ha riunito i panificatori in un piccolo consorzio e ora lavora in collaborazione con il Consorzio Ballatore per ricostruire l’intera filiera: incrementando la coltivazione della varietà locale di grano (la tumminìa), e ridando un po’ di ossigeno ai numerosi mulini a pietra locali, attualmente sotto utilizzati.
La tradizione vuole che il pane nero di Castelvetrano appena sfornato e ancora caldo sia diviso in due e conciato con olio extravergine (meglio se della locale Nocellara del Belìce), sale, origano, pomodoro a fette, formaggio tipico della zona (primosale o Vastedda), acciughe o sarde diliscate e basilico. Una colazione o un pasto straordinario. Quando è fresco ha note tostate nettissime al naso, quasi di malto e di mandorla tostata, che si uniscono al leggero sentore aromatico del legno di olivo al cui fuoco viene cotto.
Area di produzione Comune di Castelvetrano (provincia di Trapani).
Stagionalità Il pane nero si produce tutto l’anno 


Per la Salsiccia di Bra possiamo leggere storia e scheda prodotto qui dal sito del Consorzio di Tutela e valorizzazione

La salsiccia di Bra (Piemonte)

E' un prodotto tradizionale della salumeria braidese. In Piemonte la produzione di salciccia -o salsiccia secondo la dizione popolare che si rifà al dialetto- è assai variegata a seconda delle tradizioni e delle abitudini alimentari locali. Una delle più pregiate e singolari è quella di Bra, preparata con carni magre di bovino e grasso suino. Un tempo veniva preparata solo con carne bovina, poichè nel vicino comune di Cherasco esisteva un importante comunità ebraica, che si approvvigionava presso il mercato braidese ed esigeva insaccati senza carne suina. Questa tradizione pare sia stata ufficializzata da un Regio Decreto, emanato a seguito dello Statuto Albertino, che autorizzava i macellai di Bra a utilizzare carne bovina nella preparazione della salciccia fresca, unico caso in Italia in Italia, proibendo la produzione di salsiccce bovine in tutto il territorio.
La Salsiccia di Bra (o "Salciccia di Bra") è stata inoltre riconosciuta nell'Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte (ai sensi dell'art. 8 del D lgs. 30 aprile 1998, n° 173 e D.M. n° 350 del 8 settembre 1999).
Nella tradizione locale la Salsiccia di Bra vanta un posto particolare rispetto agli altri salumi: il prodotto non avendo bisogno di stagionatura viene consumato fresco e tutto l'anno. Il suo consumo era, ma lo è tuttora, molto diffuso nella cultura alimentare non solo provinciale ma anche regionale.Denominazione Il nome "Salsiccia di Bra" o in termine dialettale "Salciccia", è attribuito esclusivamente al prodotto che risponde a determinati requisiti stabiliti nel disciplinare di produzione.
Zona di Produzione La denominazione "Salsiccia di Bra" è riservata al tipico prodotto ottenuto da carni di vitello e suino le cui fasi di produzione hanno luogo nella zona tipica di produzione geograficamente individuata dai confini amministrativi del Comune di Bra. La "Salsiccia di Bra" deve essere prodotta con carni fresche provenienti da allevamenti piemontesi.
Tecnologia di preparazione: la carne magra di vitello viene unita a grasso di maiale (20-30%), macinata finemente, condita ed insaccata nel budello naturale. Si consuma fresca, cotta alla griglia, ma specialmente cruda. Si tratta dell'unica salciccia di vitello consentita in Italia, grazie ad un decreto legge dei Savoia che proibiva la produzione di salsicce bovine in tutto il territorio nazionale con l'eccezione di Bra. Come si prepara la Salsiccia di Bra > >
Composizione
a) Materia prima: carne magra di vitello e grasso di maiale.
b) Coadiuvanti: sale, pepe, spezie ed aromi naturali.

Super panino: Pane nero di Castelvetrano & Salsiccia di Bra


Tagliare un pezzo di salsiccia di Bra nel senso della lunghezza, aprirla a libro e aromatizzarla con un trito di rosmarino fresco. Scaldare la griglia e cuocere 5 minuti a fuoco vivo. Nel frattempo tostare leggermente le fette di Pane nero di Castelvetrano. Mettere un velo di senape inglese e comporre il panino unendo salsiccia, pomodorini, e patate a pasta gialla che dopo essere state scottate sono ripassate in padella con poco olio e rosmarino.

Che dire ... molto fast, vero food. :-)))))


Chi conosce almeno uno dei due prodotti?

mercoledì 21 settembre 2011

Falafel: antispasto misto, finger food o panino?


falafel & hummus in versione finger food

Il mio primo assaggio delle falafel è parigino. Spiego meglio: non stiamo parlando di cucina francese ma, un paio di anni or sono, durante il viaggio a Parigi, abbiamo mangiato pranzo in Rue de Rosier, nel famoso quartiere del Marais. Le falafel sono un tipico piatto fast food del medioriente.
Grazie alle segnalazioni in rete che ci hanno accompagnato nella trasferta parigina (un post di Comida de Mama) siamo andati a colpo sicuro e abbiamo assaggiato una delizioso panino che ci ha fatto scoprire croccanti polpettine di ceci speziate accompagnate da verdure fresche.

Ed eccococi qui nella nostra cucina per provare a ripoporle a casa. Per mia comodità mi ricopio pari pari la ricetta di Comida de mama che ringrazio per le interessanti notizie che ci aveva dato nel suo post :-) e ci aggiungo il prezzemolo che lei aveva omesso e noi abbiamo utilizzato.

Falafel
ingredienti per 35-40 falafel grandi come noci:
500 g ceci secchi
1 cipolla rossa di grandezza media
2 spicchi di aglio
1/2 cucchiaino di semi di cumino
1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
1/2 cucchiaino di bicarbonato di sodio (optional)
la punta di cucchiaino di curcuma in polvere
1 cucchiaio di farina (solo in caso di emergenza)
un mazzetto di prezzemolo
olio per friggere
Mettere i ceci in ammollo in acqua fredda per 24 ore, cambiando un paio di volte l'acqua.
Mondare e tagliare a pezzetti la cipolla.
Mondare e tritare l'aglio.
In un mortaio ridurre i semi di coriandolo in polvere.
Scolare i ceci e trasferirli in un robot da cucina con inserito l'attrezzo lame.
Unire ai ceci le cipolle, l'aglio, il cumino, il coriandolo, il prezzemolo tritato, il bicarbonato (optional) e la curcuma.
Attivare il robot da cucina e frullare tutti gli ingredienti ottenendo una pasta omogenea.
Lasciare riposare l'impasto per almeno 1/2 ora.
Con le mani umide raccogliere un cucchiaio abbondante di impasto e formare delle palline grandi come noci, premendo bene con le mani (noi abbiamo utilizzato il porzionatore per palline di gelato)
Lasciare riposare per almeno 20 minuti.
In una pentola adatta per fritture in olio (deep-fry) scaldare una buona quantità di olio da frittura.
Io uso l'olio di semi di arachidi e uso piccole pentole che mi permettono di friggere con poco olio poche cose alla volta, ma c'è chi preferisce usare grandi padelle e friggere tutto insieme.
Verificare che l'olio sia caldo abbastanza buttando una briciola di impasto dentro.
Tuffare un primo falafel crudo. Nel caso malaugurato che durante la frittura si rompa è meglio rimpastare il tutto aggiungendo una cucchiaiata di farina. Con questa ricetta non mi è mai capitato.
Procedere alla frittura delle falafel aspettando di vederle dorare.
Rimuoverle dall'olio con una schiumaiola e trasferire su un piatto coperto di carta assorbente.
Si consumano sia calde che a temperatura ambiente.

antipato misto: falafel, hummus, verdure, olive e ceci speziati

Perfetto per un antipasto misto con verdure, hummus (questa volta ho usato questa ricetta).

Se volete sbirciare il panino originale dell'As du Fallafel (Rue de Rosier 34, Parigi) eccolo qui in tutto il suo rustico splendore ...


Pronte le valigie per Parigi?

lunedì 19 settembre 2011

Adolescenti,Crêpes, Nutella e altre cose



le mie crêpes alla nutella: scomposizione degli ingredienti

Ho sempre adorato cucinare ma il mio tallone d'Achille da adolescente erano i dolci ... Ho il vago sospetto che usare il dolce   forno 80 abbia instillato in me il dubbio di non saper riprodurre i dessert. Tortine orribili, semi crude, uno scempio .... completamente diverse dal libretto delle ricette in dotazione! Perché mondo crudele, mi chiedevo, non riescono?
Salvo poi scoprire, più tardi (mooolto più tardi) che i veri forni, come fonte di calore, non usano due lampadine (!?!), ma qualcosina di un po' più robusto, tipo energia elettrica, gas, ecc... Che materialisti questi adulti!
Nel frattempo le crêpes mi erano venute in soccorso, sia per riscattare la mia autostima sia per risolvere il fine pasto. La mia farcitura preferita era (ovvio) con la Nutella! Ma, già allora, in me, c'era l'insana esigenza del tocco personale, per cui provate la mia crêpe e fatemi sapere se riesce ad alleviare e lenire anche i vostri dolori e le sconfitte in cucina :-P 
Per questo post vorrei ringraziare Milen@ per aver instillato il ricordo ma soprattutto mio fratello per aver cucinato le crêpes. Belline vero? Non viene voglia di rifarle all'istante?

Pasta per crêpes (da Cucina alla Francese 1979 Arnoldo Mondadori Ed.)
Ingredienti
farina bianca 250 gr
latte intero mezzo litro
uova 4
olio e.v.o. 1 cucchiaio
sale un pizzico
limone 1
Mettere in una ciotola la farina, e nel centro aggiungere le uova intere e il sale. Stemperare bene e versare il latte, poco alla volta, continuando a mescolare. Aggiungere l'olio, la scorza di limone. Lasciar riposare per due ore. Se la pasta non fosse abbastanza fluida al momento di utilizzarla aggiungere un po' di latte. Cuocere in un padellino antiaderente versando un mestolino alla volta. Appena la crêpe rapprende cuocerla d'altro lato. Impilarle in attesa della farcitura.

Le mie crêpes alla Nutella
crêpes 
Nutella q.b.
panna fresca q.b.
amaretti morbidi di Sassello q.b.
cioccolato fondente fuso q.b.
lamponi freschi per decorare
Scaldare la crêpe e farcirla con la Nutella, macchiare con qualche goccia di panna fresca semi montata non zuccherata, un po' di amaretti morbidi sbriciolati. Chiudere la crêpe piegandola 2 volte (come in foto) e decorare con un po' di cioccolato fuso (fare qualche "filo" con il fondente) e lamponi freschi.
Servire subito :-)

domenica 18 settembre 2011

Cheese 2011, Le forme del latte


Un sabato pomeriggio diverso, gironzolando per le vie di Bra sentendo parlare tutte le lingue del mondo, curiosando tra uno stend e l'altro cercando di leggere, capire e osservando il più possibile.
Bra è una città graziosa, con bellissimi palazzi e i suoi famosi cortili.
Noi ci siamo divertiti e se volete avete ancora tempo questa sera sino alle 23 e domani dalle 10 alle 20.




Mercato dei formaggi dal sito di Cheese 2011


In piazza Carlo Alberto e in piazza Roma si riuniscono per l’ottava volta centinaia di produttori e affinatori, 3000 metri quadri d’esposizione per presentare e offrire i loro migliori risultati. Una rete internazionale che qui si incontra ogni due anni e che permette ai visitatori di trovare rarità ed eccellenze da tutto il mondo, incontrare nuovi sapori o riscoprire quelli antichi.

Fiore all’occhiello della manifestazione, il Mercato dei Formaggi è l’emblema della promozione da parte di Slow Food di quei produttori che associano la qualità al rispetto dell’ambiente e delle persone coinvolte nella produzione. Tra le bancarelle, pastori e casari che scelgono principalmente il latte crudo per le loro piccole e ricercate produzioni e che hanno fatto di Cheese il punto di riferimento e di crescita, non solo per cultori e appassionati, ma per tutti gli operatori del settore caseario. Piazza Roma ospita Via degli affinatori – coloro che prendono in carico un prodotto e lo fanno crescere e maturare con cura – provenienti da tutto il mondo, una rete spontanea nata a proprio a Cheese e che ogni due anni si dà appuntamento in centro a Bra per proporre il meglio dei formaggi internazionali.





Nella via degli affinatori troverete: Arbiora – Bubbio (At), Cravero – Bra (Cn), Guffanti – Arona (No), Marcel Petite – Francia, MonS – Francia, Kaes Kuche – Germania, Poncelet – Spagna, Tradifoods – Portogallo, L’Amuse – Olanda, Chas&Co – Svizzera, De Kaasmeesters – Belgio, US Cheese group (Atlanta Foods) – Usa, Neals Yard Dairy – UK, Paccard – Francia 

Trovi i produttori e gli affinatori del Mercato dei Formaggi in piazza Carlo Alberto e piazza Roma Venerdì dalle 11 alle 23 Sabato e domenica dalle 10 alle 23 Lunedì dalle 10 alle 20.

In questo giro il nostro tagliere si compone di tre stupendi formaggi: Mons Valencay (Francia), Cypress Grove chevre Humboldt Fog (Usa), Colston Basset Stilton, Neal's Yard (Uk).

Se volete curiosare e vedere altri scatti potete trovarli qui Cartoline da Cheese 2011, Slow Food Bra, Cn

sabato 17 settembre 2011

Il Verso del Ghiottone, Dogliani (Cn)

Abbiamo conosciuto il ristorante "Il Verso del Ghiottone" di Dogliani, Cn, grazie alla segnalazione di una cara amica di Monforte. Con lo stesso spirito vi lasciamo due righe e qualche scatto per parlarvi di un locale in cui, noi, ci troviamo sempre bene da diversi anni (credo siano circa sei anni che ci ritorniamo).
La proposta del ristorante si compone, oltre all'offerta alla carta, di due menù degustazione: uno dedicato al territorio (siamo a Dogliani, per cui cucina tradizionale piemontese, tipica delle Langhe) l'altro, Galup, un percorso alla scoperta del pesce (qui, per maggiori informazioni).
Quando dobbiamo scegliere rimaniamo sempre in bilico sino all'ultimo, perché ogni volta tutti i piatti ci tentano, ... sono bravissimi in entrambe le proposte :-) 

Questa volta siamo andati sicuri sulla tradizione, avendo voglia dei classici ben eseguiti.

entratina: pollo e verdurine in carpione

fassone battuto al coltello

raviolini al plin, burro d'alpeggio e timo

tagliata

torta tiepida al cioccolato e pesche di vigna

Devo essere sincera, cucinando le ricette di famiglia, sulla tradizione sono sempre un po' troppo critica (ah, come li faceva la mamma!) ma ogni volta a "Il Verso del Ghiottone" ci lasciamo guidare con fiducia perché sanno proporre i piatti piemontesi con maestria e leggerezza rendendo puntualmente il sapori dei prodotti del territorio.
Non essendo un critico di professione non ho annotato il nome dei piatti così come proposti dagli chef, chiedo venia, ma credo che le fotografie possano rimandare esattamente le sensazioni che si vivono in questo locale. Ottima cucina, cortesia e professionalità nella ricezione, un bel locale nel centro storico, con comodi tavoli (sia all'interno, sia all'esterno nella bella stagione) per trascorrere qualche piacevole ora degustando buon cibo.
Alcuni appunti estemporanei: sfizioso bocconcino di pollo in carpione, tenerissima battuta di fassone che arriva condita alla perfezione (sapori ben distinti), raviolini piccoli con le giuste proporzioni di ripieno e di pasta, tajarin tagliati a mano con un aromatico ragù, un coniglio confit strepitoso che non riesco quasi a descrivere, con la torta tiepida al cioccolato con pesche di vigna, firma finale, con i profumi inebrianti del cioccolato e dei bocconcini di pesca ...
Non vi resta che provare :-)

l Verso del Ghiottone
via Demagistris, 5 - 12063 DOGLIANI
Chiusura settimanale lunedì e martedì
Aperto alla sera, il sabato e la domenica anche a mezzogiorno
Per prenotazioni: Tel. e Fax 0173.74.2074


giovedì 15 settembre 2011

Calamarata, bûche de chèvre e tartufo nero per Cheese 2011


calamarata, bûche de chèvre, tartufo nero


Per lasciarvi un post-it per "Cheese 2011: le forme del latte" (che si terrà da domani, venerdì 16 settembre, a lunedì 19 settembre a Bra, provincia di Cuneo, culla dello Slow Food) devo proporvi un cremoso sugo al formaggio :-)
Il tagliere di formaggi è immediato, easy, ma un piatto caldo è un'idea in più soprattutto se proprio durante la gita riuscite a recuperarlo!
E poi è anche un sugo super veloce! Il tocco del tartufo nero conferisce un sfumatura in più, ma garantisco che anche la semplice crema alla bûche de chèvre è più che sufficiente per rendere appetitosa una buona pasta ... al dente of couse! Il formaggio di capra l'avevamo acquistato al mercato di Chambery in Francia (Savoia) e aveva raggiunto il giusto grado di maturazione ovvero saporito, ma non troppo forte. Iniziava a diventare cremoso sotto la crosta (guardate questo quadro per intenderci), come avviene per il camembert maturo.
Ma passiamo ai fornelli!

Calamarata, bûche de chèvre, tartufo nero
Ingredienti per 4 persone
calamarata 350 g 
bûche de chèvre una bella fetta
burro 20 gr
farina bianca 45 gr
latte intero un bicchiere circa
pepe nero q.b.
sale marino integrale q.b.
tartufo nero q.b.
foglie di salvia fritte in olio e.v.o. 
Portare a ebollizione l'acqua salata per la pasta e far cuocere la calamarata per 16 minuti. In un tegamino fondere l burro, incorporare la farina e poi unire il latte e con la frusta portare a bollore. Regolare di sale e pepe. Togliere la crosta al formaggio di capra e tagliarlo a cubetti. Unirlo alla besciamella e fondere a fuoco moderato. Con la grattugia ricavare i riccioli di tartufo da profumare la salsa. 
Scolare la pasta e condirla con la crema di formaggio. Finire con riccioli di tartufo nero e decorare con qualche fogliolina di salvia fritta.

riccioli di tartufo nero

Grazie Enrico :-)

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