giovedì 22 giugno 2017

ilGdC2017 "Viaggio in Giappone: Tokyo, Kyoto e Yokohama"

Tokyo
Era un po' che non mi innamoravo.
Come tutti gli innamoramenti la passione guida le scelte. E' tutto di getto, impulsivo. E' tremendamente bello. Il risvolto amaro però purtroppo esiste ... ed è il distacco. Sempre troppo prematuro. Per tutte le cose non fatte. Per tutte le cose non dette ...
E così con un po' di malinconia affettiva vi racconto del nostro viaggio in Giappone (appena concluso)  che ci ha stregato. Che ci ha conquistato.
Premessa: noi abbiamo visitato solo tre città (Tokyo, Kyoto, Yokohama)  per cui non si può generalizzare ...

Tokyo: Asakusa, tempio Sensōji, dedicato a Kannon Sama, la dea buddista 
della misericordia, luogo di venerazione più antico di Tokyo.

1) Le persone
Non è un luogo comune. I giapponesi sono squisitamente gentili. Attenti, disponibili, un passo avanti per anticipare le tue esigenze. L'omotenashi è l'ospitalità giapponese, agire senza maschera, anticipare le esigenze dell'altro. Omotenashi è anche negli obiettivi del governo giapponese in vista di Tokyo 2020 (le olimpiadi) con la certificazione di molte aziende che puntano all'eccellenza dell'ospitalità.

 Tokyo: metropolitana

Tokyo all'alba ore 4:45

2) I mezzi pubblici: puntualità e pulizia. Un vero gioiello! Metropolitana, treni, autobus ci si sposta agevolmente e anche per il turista ci sono tutte le informazioni per muoversi in autonomia. I mezzi pubblici sono un po' più cari dei nostri ma si paga volentieri per l'alto livello di servizio.

 Kyoto: santuario Fushimi Inari Taisha

Kyoto: torii del santuario Fushimi Inari Taisha 

3) La spiritualità. Abbiamo visitato diversi templi e santuari, e ovunque si respira un'aria di raccoglimento e di rispetto. E' bello immergersi in punta di piedi nella vita giapponese per comprenderne  le sfumature meno conosciute.

 Tokyo: museo Shitamachi con le ricostruzioni di una strada dell’epoca Edo (1603-1868)

 Tokyo: Ueno park

 Tokyo: al Museo Nazionale della Natura e della Scienza scene di vita nelle diverse epoche

Tokyo: ceramiche giapponesi in vendita tra i banchi del mercato del pesce

5) La cultura. La raffinatezza delle arti giapponesi ha affascinato nei secoli gli occidentali che avevano l'occasione di entrare in contatto con un popolo che in molte fasi della sua storia si è isolato dal resto del mondo. La forte identità e l'isolazionismo hanno permesso di far arrivare a noi un mondo prezioso che oggi ci contagia con la sua bellezza. Le abitazioni tradizionali, i giardini, gli abiti, la pittura, la musica, la calligrafia sono alcuni spunti per imparare a conoscere il Giappone. Non vediamo l'ora di continuare il viaggio in altre occasioni ...

Yokohama

6) La modernità. Se da un lato trovi quotidianamente la storia passata giapponese nello stesso tempo sperimenti tecnologia, avanguardia e modernità vivendo semplicemente la città. Nei quartieri di Tokyo e Yokohama si respira il futuro.

 Tokyo: il sushi più buono da Sushidai al mercato del pesce

 Tokyo: tempura perfetta al ristorante Kuriya

 Tokyo: takoyaky 

Tokyo: ramen

7) Il cibo: non solo sushi e sashimi (eccellente al mercato del pesce di Tokyo). La tavolozza dei sapori è una continua sorpresa: takoyaki, ramen, omonoyatoyaki, tea verde, yakitori, ... lasciare la mente aperta per trovare l'umami. Il sapore che ci ha emozionato di più è stato provare il vero wasabi ... una radice dal sapore unico, con il giusto grado di piccantezza adatto per condire e accompagnare sushi e sashimi. Visto che è facilmente deperibile non è facile riuscire a trovarla in occidente :-)

Tokyo: radici di wasabi al mercato del pesce

Il wasabi cresce in terreni freschi e rocciosi, con acqua corrente, in un clima fresco. Una volta raccolto ha vita breve. Sui banchi del mercato viene presentato sul ghiaccio o nell'acqua fresca.
Altra particolarità ... la frutta costa un occhio della testa (meloni, ciliegie, fragole, ecc ...). 
Ci sono proposte gastronomiche variegate e si mangia benissimo in tutti i range di prezzo.
Osservazioni in ordine sparso:
Il silenzio sulla metropolitana.
Le file ordinate di persone in coda (una vera arte).
Se hai un problema si fanno in quattro per aiutare anche se non parliamo la stessa lingua.
La bellezza e l'eleganza delle donne orientali.
Le divise degli studenti.
Uomini e donne che affittano abiti tradizionali per assaporare l'esperienza del viaggio (kimono)
L'affascinante universo dei manga.

Tokyo: negozio di fumetti

Kyoto: parco del castello Nijō

 Kyoto: gyoza

Tokyo: eccellente sushi all'aeroporto Narita, ristorante Kyotatsu

Per carità, nonostante gli occhiali rosa dell'ammmore un paio di cosette che mi hanno infastidito ci sono state ... ma sono facilmente superabili con il 98% cose positive.
A presto Giappone, non vediamo l'ora di tornare :-)

mercoledì 21 giugno 2017

Pancakes al miele con Nutella (senza glutine)


Colazioni golose della domenica per nipoti buongustai :-) Ecco come iniziare con la dolcezza tra profumo di burro e di vaniglia. Non so perché ma mette di buon umore! Gli anni passano e loro crescono velocemente in altezza e in età. Qualche vizio bisogna pur concederglielo. Adesso che il ritmo rallenta, le scuole sono finite e inizia la sospirata estate di caldo, di gioco e di complicità.

Pancakes al miele con Nutella (gluten free)
ingredienti
125 g di mix farina senza glutine
miele d'acacia un cucchiaio scarso
150 ml latte intero fresco
1 uovo fresco 
i semini di mezza bacca di vaniglia
8 g lievito per dolci 
sale marino un pizzico
burro per cuocere
Nutella e ribes per condire
preparazione
In una ciotola mettere la farina con il lievito, unire il miele e il sale. Con l'aiuto di una frusta incorporare il latte freddo e l'uovo. Scaldare un tegamino con un poco di burro e cuocere l'impasto a cucchiaiate.
Lasciare che l'impasto cuocia lentamente e non girarlo sino a quando ha formato le bollicine su tutta la superficie (circa un paio di minuti). Servire caldo con Nutella da aggiungere a piacere e decorare con i ribes.

venerdì 9 giugno 2017

Sfilacciato di costine al forno piccanti


Il pulled pork è una ricetta americana che prevede la lenta e prolungata cottura del maiale tanto da ottenere un naturale sfilacciamento. Prima della cottura la carne viene insaporita con un rub secco composto da sale, spezie e zucchero. Questa sorta di sfilacciato viene bagnato con aceto di mele in modo da mantenere una consistenza umida perfetta da gustare e adatta a farcire anche un morbido panino (bun).
Volevo realizzarla in modo semplice a casa, anche senza l'aiuto dell'affumicatore, si può ricorre al forno. Con l'aiuto di una teglia si può procedere prolungando la cottura tutta la notte con una temperatura di 100'. Se ci mettiamo ai fornelli vi spiego tutto. Ps: per il coleslaw andate qui :-)

martedì 6 giugno 2017

Cucina thailandese: Pad Thai





Ho imparato ad apprezzare la cucina thailandese viaggiando in Europa. Sono curiosa e cerco sempre di imparare qualcosa. Tra libri di ricette e internet provo a riprodurre i piatti cercando gli ingredienti nei negozi etnici. I miei piatti thai preferiti sono i curry (in pasta, nelle varianti verde, giallo, rosso a seconda del mix di ingredienti) che profumano di lemongrass, zenzero e galanga con tutta l'avvolgenza del latte di cocco :-) Altro piatto interessante è l'insalata di papaia verde, fresche striscioline condite con il giusto equilibrio tra dolce, salato e acido che vengono rispettate nelle ricette thailandesi.
Oggi vi propongo il pad thai noto piatto di noodle-tagliatelle con farina di riso condite con un ricco sugo aromatico. Un piatto unico che stuzzica l'appetito e la voglia di viaggiare ... chissà un giorno li proverò direttamente in loco ... Nel frattempo cerco di gestire il mio odio, a volte amore, per le foglie di coriandolo fresco ;-)
Mettiamoci ai fornelli seguendo la ricetta di Vaty!



Pad Thai di Vaty
INGREDIENTI per 2 persone
200 gr tagliatelle di riso thailandese*
200 gr (o a piacere) di code di gambero
2 cucchiai di olio di semi di girasole
2 spicchi d’aglio (io ho omesso)
1 cipollotto tritato
2 cucchiai di arachidi tritati
2 uova
2 cucchiai di pasta di tamarindo **
4 cucchiai di salsa di pesce (“fish sauce”) *
2 cucchiai di zucchero
pepe nero macinato q.b.
erba cipollina q.b.
lime e peperoncino a piacere
germogli di soia e coriandolo fresco
(* – ingredienti che si acquistano nei negozi orientali o semplicemente cinesi)
(** seguite le indicazioni per “sciogliere” la pasta, es. scaldandola a bagno maria o altro metodo indicato).
PREPARAZIONE
1. Mettete in ammollo le tagliatelle in acqua calda per circa 5/10 minuti, mentre preparate il resto.
2. scaldate il wok (oppure una padella larga e profonda) e tostate gli arachidi, poi toglieteli e metteteli da parte.
3. Mettete l’olio nel wok e fate soffriggere l’aglio e la cipolla.
4. Aggiungete i gamberetti, cuoceteli un paio di minuti e toglieteli e metteteli da parte.
5. Scolate le tagliatelle di riso (lasciandole belle “umide” di acqua) e versatele nel wok.
6. A fuoco alto, unite il tamarindo, lo zucchero e la salsa di pesce. Mescolate.
8. Spostate le tagliatelle da una parte (nel wok) per far posto all’uovo, rompetelo a pezzettini e fatelo cuocere. Poi amalgamate tutto insieme.
9. Infine unite i gamberetti, l’erba cipollina e girate ancora (Se le tagliatelle risultano troppo secche, aggiungete acqua nel wok). Completare con germogli di soia.
10. Aggiustate di pepe, spolverate con arachidi e accompagnate con lime e/o peperoncino e coriandolo  a piacere.

martedì 16 maggio 2017

Ricette delle Langhe: Insalata Bergera (e mia variante)


Finalmente un po' di sole qui al nord!!! Dopo giorni e giorni di freddo, pioggia e nebbia (!?!?!) maggio è tornato :-)))) e sulla tavola si gustano volentieri le insalate!
L'insalata che vi racconto oggi è uno degli antipasti langaroli che preferisco: cuore di sedano tagliato fine, gherigli di noce e tuma Bergera. Come avrete facilmente intuito il formaggio da il nome al piatto! 
Conoscete la Bergera? Ad essere sinceri la bergera, in piemontese, identifica la pastorella che porta al pascolo gli animali, le greggi che forniranno il latte da trasformare in gustoso formaggio. Ma la bergera ha dato il nome anche un tipo di tuma, come si dice in piemontese, ovvero una toma fresca, con la pasta leggermente friabile e dal sapore delicato e acidulo che ben si sposa al condimento con olio buono e succo di limone fresco.
Rispetto alla ricetta classica io aggiungo cubetti di mela e fagiolina del Trasimeno, un legume piccolo e delicato. Entrambe contribuiscono ad ingentilire ed addolcire l'antipasto. 
Provate l'insalata Bergera sia nella versione classica sia nella mia versione. E' perfetta anche per essere servita in piccole verrines, per un aperitivo fresco ed estivo.

Insalata Bergera
ingredienti
un cuore di sedano
una manciata di gherigli di noce
una piccola mela
una tazza di fagiolina del Trasimento lessata
olio evo
succo di un limone
sale marino
pepe nero
preparazione
Lavare accuratamente il sedano ed affettarlo finemente. Metterlo in una ciotola. Sbucciare una mela, privarla del torsolo e tagliare a piccoli cubetti. Condirli con un po' di succo di limone e unirli al sedano. Tagliare il formaggio sempre a piccoli cubetti, sbriciolare le noci e metterle nella ciotola con la fagiolina. Condire con olio evo, succo di limone, sale e pepe. Servire subito accompagnato con pane o focaccia croccante.

Oggi ricetta in musica ....Vi lascio con le parole della canzoncina allegra che avevamo nel repertorio quando cantavo come contralto nella corale :

«A l' ombretta del busson / bèla bergera l' è 'ndurmia/ J' è da lì passé / très joli franssé»....

Niente mia registrazione .... ma vi lascio un link per ascoltarla cantata da un altro coro :-)

mercoledì 5 aprile 2017

Tiramisù super buono a modo mio (gluten free)


Si può perdere la testa per un dolce? sì, sì ... questi bicchierini rubano il cuore. Il dolce è un grande classico della cucina italiana replicato in tutto il mondo. Oggi vi racconto la mia personalissima ricetta, quella di casa che differisce dall'originale per l'impiego di una crema cotta. 
Devo dire che avevo provato la versione classica con le uova crude ... ma sono sempre diffidente ... e alla fine ho sposato la versione con uova cotte che mi da tante soddisfazioni!!! Il sapore non ne risente e ha anche il vantaggio di durare un paio di giorni in frigo senza problemi.
Altra licenza personale, nella mia versione ci sono i semini della vaniglia, che rendono ancora più aromatico il tiramisù.
Consiglio: preparare la crema pasticcera la sera prima. Se si raffredda in frigo tutta la notte la crema finale con mascarpone sarà perfetta :-)
Per servirlo potete optare per un contenitore unico oppure tanti bicchierini per tante mono porzioni super carine. Se non avete bicchierini della giusta dimensione non preoccupatevi. Si possono riciclare i barattoli degli omogeneizzati. Contengono la giusta quantità per ingolosire gli ospiti e nel frattempo è un'idea carina per riciclare un contenitore e si evita di comprarne dei similari in plastica.
Buon Tiramisù a tutti!

Tiramisù 
ingredienti
1 uovo
100 g di zucchero di canna
250 ml di latte intero
250 g di mascarpone
un cucchiaino di pasta di vaniglia
caffè espresso
cacao
preparazione
In un tegame sbattere l' uovo con lo zucchero con l'aiuto di una frusta. Aromatizzare con la vaniglia. Incorporare la farina e il latte. Cuocere a fuoco moderato sino a quando si addensa e inizia a bollire.  Spegnere la fiamma dopo le prime bolle. Raffreddare la crema prima a temperatura ambiente e poi in frigo. Si può preparare anche la sera precedente.
Incorporare alla crema pasticciera il mascarpone con l'aiuto delle fruste elettriche. Preparare 2-3 tazzine di caffè espresso e lasciarlo raffreddare.
Se si utilizzano le verrines si può utilizzare una tasca da pasticcere per facilitare il porzionamento e i savoiardi devono essere tagliati a pezzi in modo da entrare nel bicchierino.
Montare il tiramisù: mettere uno stato di crema, i savoiardi imbevuti di caffè. Finire con uno stato di crema. Spolverizzare con la polvere di cacao.  Lasciare riposare in frigo per un paio di ore.

mercoledì 29 marzo 2017

Ricette delle Langhe: Tonno di coniglio


Quando preparo un pranzo o una cena per gli ospiti a tema Langhe, propongo volentieri il tonno di coniglio accompagnato da una misticanza di insalate (meglio se erbe spontanee) con il tocco del colore del melograno in autunno-inverno e del pomodoro in estate.
Piace. Piace perché è semplice e iniziare il pasto con una stuzzicante insalata permette di stupire piacevolmente gli invitati.
Non è difficile da preparare. Ci vuole solo un po' di tempo per disossare il coniglio. Se volete prepararne una piccola porzione (es. 4 persone) sarà sufficiente lessare un paio di cosce.
Si parte da un coniglio da lasciar cuocere in un brodo molto aromatico. E' una cottura lenta e prolungata, meglio se di due ore/due ore e mezza, tanto da permettere l'infusione di tutte le verdure e le erbe che vengono utilizzate nel brodo. Poi i bocconcini di carne vengono marinati nell'olio extra vergine e salvia raccogliendone i profumi fruttati e guadagnandone in morbidezza.
Mettiamoci ai fornelli.

lunedì 20 marzo 2017

Crema di ceci, carletti e crostini


Quando ho visitato la prima volta il Salento sono rimasta affascinata dal mare, dal colore del cielo, dal sole abbagliante e caldissimo, dagli uliveti, dall'architettura ... e ovviamente dalla buona cucina :-) Sono rimasta particolarmente colpita dai piatti a base di verdura tipici della cucina contadina conditi con uno straordinario olio extravergine d'oliva. Assegno il primo premio allo straordinario fave e cicoria! L'avrei mangiato a colazione pranzo e cena!!!
Aprendo il frigo questa sera avevo ceci e erba del cucco (detti anche carletti, o silene vulgaris). Il colore degli ingredienti mi ha scatenato il ricordo salentino e ho sperimentato. Dell'erba del cucco ne avevo già parlato quando l'ho fatta finire nella frittata o nel sugo delle linguine.
Il piatto originale pugliese prevede le fave secche cotte lentamente con le patate per ricavarne un delizioso purè. A contrasto le erbe amare e un giro di profumato olio. Si può gustare sia caldo sia a temperatura ambiente.
Devo dire che la copia mi è piaciuta come l'originale, due piatti diversi, ma se la materia prima è buona da sempre soddisfazione!

mercoledì 15 marzo 2017

Ricette delle Langhe: Capunet o Caponét (involtini di verza ripiena al forno)


Vi avevo già proposto la versione estiva dei Capunet con i fiori teneri delle zucchine. Con l'ultima verza raccolta nell'orto (ora che prorompente si annuncia la primavera) è giunto il momento di raccontarvi la ricetta invernale. L'ideale per il ripieno sarebbe avere qualche fetta di arrosto e di salame cotto (tipico affettato delle Langhe) già belle e pronti in frigo Si può utilizzare il macinato fresco di manzo o maiale ma la ricetta originale prevedeva l'intervento della fantasia della massaia che sapeva valorizzare un avanzo nobile rimasto in frigo :-) La forma classica è un semplice involtino ma per semplificarmi la vita ho foderato una cocotte con la verdura e l'ho farcita. Così è anche bellino da servire! Di solito si usava l'aglio nel ripieno ... ma a me non piace per cui decidete voi tra aglio o cipollina fresca. Per vedere il rotolino più classico fermato con lo stecchino lo potete trovare qui da Comida de Mama. Va benissimo anche la cottura in padella. Vedete come siete comodi.
Antipasto o piatto unico con l'ausilio di un contorno vi sorprenderete ad apprezzare una ricetta del passato così piacevole e leggera.

Il Capunet ha ispirato anche un grande chef come il tristellato Enrico Crippa del ristorante Piazza Duomo ad Alba che ci mostra la sua versione del Capunet Magro. Un vero capolavoro!

lunedì 13 marzo 2017

Torta di nocciole senza farina di Ilaria (gluten free)



Le ricette di cucina mi seguono sempre. Le racconto, le chiedo, le scrivo, le provo. La torta di oggi mi è stata fatta assaggiare la prima volta da Ilaria, che generosamente mi ha lasciato dosi e procedimento. Così io ho potuto replicarla più e più volte.
Ilaria è una ragazza giovane, brava, bella e piena di entusiasmo che ha deciso di lavorare sulle dolci colline di Langa per valorizzare e commercializzare la deliziosa tonda gentile delle Langhe.
E' una torta con pochi ingredienti, senza farina e senza burro. Risultato un dolce morbido e profumato da mangiare così o con una sbaffo di Nutella :-)

sabato 11 marzo 2017

Crostini di baccalà mantecato


In cerca di una ricetta buonissima ma molto facile? Eccovi accontentati :-) L'unica "difficoltà" se vogliamo chiamarla così ... è ricordarsi di mettere in ammollo il pesce salato ... Si può servire come antipasto, magari con un po' di misticanza, oppure come stuzzichino con l'aperitivo. A me piace accompagnarlo con pane di segale tagliato sottile e leggermente tostato.

Crostini di baccalà mantecato
ingredienti
1 filetto di baccalà merluzzo salato
abbondante olio e.v.o.
foglie di alloro
pepe nero
preparazione
Risciacquare il filetto per eliminare tutto il sale. Metterlo in ammollo in acqua fredda per 2 giorni cambiando sovente l'acqua. Eliminare con l'aiuto di una pinzetta le lische che trovate toccando il centro del filetto. Preriscaldare il forno a 180°. Posizionare il filetto di pesce al centro di un foglio di alluminio, aggiungere una foglia o due di alloro. Condire con un cucchiaio d'olio. Creare un cartoccio e cuocere per 20 minuti. Una volta cotto, lasciare riposare qualche minuto.
Aprire il cartoccio, eliminare la pelle del pesce. Raccogliere in una terrina i fiocchi di polpa e il liquido che si trova nel fondo del cartoccio. Iniziare a incorporare l'olio e con una frusta lavorare il merluzzo. L'olio deve essere abbondante: per un piccolo filetto ci vuole un bicchiere di olio e.v.o.. Profumare con il pepe nero. Se risultasse troppo dolce regolare con un pizzico di sale.
Servire con crostini di pane di segale leggermente tostato.

lunedì 27 febbraio 2017

Ricette delle Langhe: busìe, le bugie vuote e ripiene per Carnevale


Nei mesi di gennaio e febbraio da queste parti si frigge! Si sa, dopo le feste natalizie occorre spezzare il ritmo con qualcosa di leggero ...  ^ - ^  I ristoranti delle Langhe in questo periodo propongono un grande classico il fritto misto alla piemontese memoria dei tempi passati in cui nei mesi freddi si macellava il maiale e si approfittava per trovarsi a tavola nel condividere il frutto del lavoro e la collaborazione in famiglia e nelle borgate. Piatto molto laborioso ma altrettanto stuzzicante! Vi avevo già raccontato del mio pezzo preferito: i semolini o frittura dolce. Nelle cucine casalinghe però non si cede il passo si impasta e si frigge per deliziare il palato di grandi e piccini. Ecco che per il martedì grasso di domani vi consiglio il nostro dolce di Carnevale!
Le busìe, ecco il loro nome in dialetto, sono arrivate belle e pronte preparate dal cugino Enrico che ci ha offerto il delizioso dolce declinato in più modi: leggere e croccanti nella versione classica e ripiene, goduriose con la farcitura di confetture e Nutella.
Grazie Enrico!

Busìe
ingredienti
500 g di farina 00
3 uova intere
1 tuorlo
30 ml di liquore
50 g di burro morbido
8 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
olio di arachide
zucchero a velo
facoltativo: scorza di limone
per farcire confettura a piacere e Nutella
preparazione
Nel bicchiere della planetaria versare la farina, le uova e il tuorlo, il liquore, il burro, lievito e sale. Lavorare sino ad ottenere un bell'impasto liscio ed omogeneo. Lasciare riposare un'ora. Sulla spianatoia tirare una sfoglia sottile con l'aiuto di un mattarello. Utilizzare la rotella dentata per ricavare delle strisce, dei rettangoli, della dimensione desiderata. Per ottenere le bugie ripiene si ricavano dei ravioli con la farcitura desiderata. Importante: sigillare bene i bordi per evitare la fuoriuscita del ripieno.
In un pentolino con il fondo spesso versare in abbondanza l'olio di arachide e portare in temperatura (circa 160°) e iniziare a friggere. Sgocciolare il fritto su carta assorbente. Attenzione: monitorare la temperatura dell'olio in modo da garantire una cottura uniforme, evitando di colorire eccessivamente il fritto. Devono essere giustamente dorate come quelle in foto.
Con l'aiuto di un colino spolverizzare con zucchero a velo e servire.

giovedì 23 febbraio 2017

Ricette delle Langhe: Ragù bianco di coniglio e sue varianti


Sono campanilista. Amo la mia città (Alba n.d.r.), amo le mie colline e amo tutti i ricordi che ho della cucina della mamma e delle mie nonne ... il ragù preparato con il coniglio è memoria di queste terre dove i contadini allevavano i piccoli animali da cortile come polli, galline e conigli da utilizzare nella cucina casalinga. La carne era un ingrediente nobile che impreziosiva le pietanze della domenica e della festa. Da piccola i miei piatti preferiti erano le bistecche di coniglio (mia mamma le batteva sottili e le impanava), la rolata di coniglio farcita con prosciutto e frittata e il ragù con il battuto di coniglio per condire i tajarin. Il sugo cuoceva piano piano sul putagè, la stufa alimentata a legna, addensandosi lentamente raccogliendo i profumi delle verdure del soffritto  e del trito di erbe fresche dell'orto: salvia, rosmarino.
Ricordi e gusti indelebili ...
Nel tempo ho scoperto che anche nella cucina ligure il coniglio viene declinato in molti modi. Tanto che ho provato la versione di ragù bianco ... ottimo, che ve lo dico a fare?, oppure bianco con olive taggiasche snocciolate.
Provate anche voi le tre versioni che vi ho raccontato e ditemi quale diventerà le vostra preferita :-)

mercoledì 15 febbraio 2017

Capricciosa di pollo con funghetti, carciofini e krustader di Ikea


Da che ho memoria (di ricette di cucina preparate da me) ho fatto e rifatto la capricciosa di pollo con funghetti e carciofini decine e decine di volte. Su per giù sarà protagonista dei miei inviti almeno da una trentina d'anni. Semplice e di sicuro effetto, piace a tutte le età ... l'ho "copiata" da una gastronomia di Alba. O meglio, nessuno mi ha svelato la ricetta ... ma a forza di tentativi sono riuscita a replicarla. Quando mia mamma andava in quel negozio e portava a casa la vaschetta di capricciosa io andavo in brodo di giuggiole!!!!
Non so se dirvi che questa è la ricetta ideale per apprezzare il pollo arrosto o se si fa il pollo arrosto per avere l'occasione di gustare il delizioso antipasto che vi vado a presentare. Rimarrà il dubbio amletico :-P ... ma nel frattempo avrete un versatile piatto che si può trasformare all'occasione da antipasto, farcitura dei tramezzini o tartina per aperitivo o piatto unico su un letto di abbondante insalatina fresca. Questa volta l'ho servito in cestini di pasta sottile e croccante comprati belli e pronti da Ikea. La bottega dei prodotti svedesi ha alcune chicche che posso tornare molto utili se non vi fate spaventare dai nomi :-) Avete già assaggiato  il salmone affumicato a caldo? Perfetto per le rillettes. Molto buone la senape all'aneto, la salsa al rafano e le fettine di cetrioli sottaceto. Mi ricordano i sapori del nord europa ... in particolare i piatti gustati in Scozia ....
E voi avete fatto razzie nella bottega svedese dell'Ikea? Attendo consigli :-)

lunedì 13 febbraio 2017

Sbrisolona alla nocciola tonda gentile gluten free


Pronti per festeggiare San Valentino? Lo so ci sono fazioni di pensiero diverso tra chi l'aspetta ansiosamente chi la cataloga come un'esclusiva iniziativa di marketing. Negli anni sono diventata molto più diplomatica ... non ci sono solo il bianco o il nero ma sfumature di grigio ... No, non sto facendo nessuna allusione al film, è solo un modo per dire che è giusto seguire le proprie inclinazioni. E poi va sempre bene trovare una scusa per festeggiare l'amore, scrollarsi di dosso le difficoltà e godersi la compagnia dei propri cari! Auguri a tutti gli innamorati :-)

domenica 12 febbraio 2017

Banana bread (banana loaf) con farina integrale


Anche io sono capitolata e ho cucinato il banana bread! Qualche mese fa parlando del "gelato super veloce" alla banana mi era stato fatto notare che tutti i foodblogger avevano replicato la ricetta importata di questo saporito plumcake. In fondo sono entrambe soluzioni antistispreco quando la frutta matura molto velocemente ... Le dosi e il procedimento arrivano dal sito della BBC, replicare per credere. Unico adattamento: non avendo il latticello abbiamo usato un po' di latte e un po' di panna addizionato con il succo di limone. Un'altra tacca sul tabellone dell'esperienza di cucina internazionale e colazione pronta per la domenica ... ideale per convincermi a prendere la pastiglia di antibiotico ... la più grande della storia  :-D ... buona domenica!!!!

martedì 24 gennaio 2017

Baked Doughnuts ovvero deliziose ciambelle soffici al forno


Buon anno a tutti!!! Sono in ritardo stratosferico, ma prima che finisca gennaio ho bisogno di fare capolino per ritrovare voi e la calda atmosfera de Il giardino dei ciliegi. E' inutile ripetere che sono sempre eternamente di corsa ... e cerco funambolescamente di portare avanti tutto ... e poi, diciamocelo, appuntare ricette è l'unico modo che ho per avere traccia e memoria dei nostri esperimenti :-)
Qualcuno ha detto che "tutto ciò che ci piace di più o è illegale o fa ingrassare oppure costa troppo" ... beh queste ciambelle sono un vero crimine ... l'unica attenuante è che invece di aggiungere calorie con la frittura ho optato per la cottura al forno. Anche se i fritti sono perfetti per il periodo di Carnevale ho cercato un compromesso per non far ingrassare ... le feste sono state un vero disastro (parola della mia bilancia!!!!). E tra un piatto di broccoli e un'insalata di cavolo, domenica abbiamo sfornato ciambelle!
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